armonie animali logo
MANUALE PRATICO DI SMARRIMENTO

MANUALE PRATICO DI SMARRIMENTO

Articolo a cura di Dora Scialfa - Medico veterinario (medicina integrata)
Categoria:   Letture consigliate

Una copertina minimal, giallo oro, dove il nome dell’autore LORENZO MARONE  è scritto con caratteri grandi quanto il titolo “MANUALE PRATICO DI SMARRIMENTO” e tre animali, danno i primi indizi sul contenuto del libro.

Qualche dettaglio in più viene svelato quando si sfogliano le prime pagine, il sottotitolo “Diritti minimi dell’essere umano imperfetto”,  la dedica “ A chi parla con esitazione. A chi non ha la battuta pronta. A chi sente tutto, troppo” e la citazione di Tiziano Terzani “ Finirai per trovarla la Via, se prima hai il coraggio di perderti”

 

L’atmosfera è un po’ quella di un diario segreto, intimo, verace. Questo libro potrebbe essere letto dalla fine, dalle riflessioni dell’autore e poi saltando da un capitolo all’altro…smarrendosi un po’, ma sempre in compagnia di un differente animale guida. 

Osservati per lo più in cattività, gli animali descritti dall’autore vengono, in un certo senso, da lui stesso liberati nella loro essenza, portatori di un messaggio e di parole nuove. Il concetto si anima di comportamenti naturali, necessari, istintivi, esempi viventi di saggezza, che si muovono lasciando il segno e volano via senza enfasi. 

Così da subito ci si sente liberati, alleggeriti, spiazzati dall’evidenza che tra le nostre crepe, nell’inquietudine (disforia), nel lasciar che sia (atarassia), nel ripensamento, nel tergiversare, nell’effimero, siamo più vicini alla natura. 

Una natura che si esprime nel non verbale e, se lo vogliamo, è capace di toglierci filtri, maschere, corazze, sovrastrutture. Se lo vogliamo è capace di toccarci il cuore, per far sì che…ma no! Voglio rispettare l’autore, che rivendica il diritto a non evolvere, a non ricominciare, a smarrirsi, il diritto a finire (abscissione)

Tergiverso e torno nel mezzo del cammin del libro, dove Greta, la bassotta dell’autore ci guida nell’esperienza della serendipità, e ci accompagna fino alla fine…di queste pagine. 

È grazie a lei che Lorenzo Marone scrive: “…la vita non è fatta di grandi certezze, né di traguardi, né definizioni, è fatta di interruzioni, di brevi attimi, che ci sorprendono, che rompono il ritmo, e ci costringono a stare, finalmente, fuori da noi. Totò li chiamava momenti di dimenticanza, io li ho chiamati inciampi. E sono forse le uniche vere esperienze di vita piena che conosciamo: quando qualcosa o qualcuno ci fa uscire dal progetto, dalla prestazione, dalla paura. E ci resta solo l’intensità. Greta è stata questo,  ‘intensità breve ma assoluta…”

 

Buona lettura!

Dora Scialfa 

Altri articoli a cura di Dora Scialfa