Le forze spirituali alle quali fanno riferimento gli animali

Come abbiamo visto nel precedente articolo[1] il fatto di riconoscere l’unicità del nostro animale, il suo distinguersi dagli altri, il fatto che “come lui non c’è nessuno”, ci offre un’ottima opportunità per riflettere sulla modalità con la quale il concetto di unicità nasce in noi.
Avevamo detto che tale capacità, e cioè il fatto che nell’osservarlo effettivamente ci rendiamo conto che l’animale che vive con noi è unico, scaturisce a partire dal nostro senso dell’”io”.
Normalmente siamo abituati a conoscere e a utilizzare i nostri 5 sensi come l’udito, la vista, l’olfatto, ecc. per interagire con il mondo ma qui, in questo contesto, è sicuramente molto più utile diventare consapevoli che i nostri sensi non si fermano a quei cinque che conosciamo ma che sono ben dodici.
Nei suoi testi Rudolf Steiner ci porta innanzi una complessità dell’essere umano estremamente arricchente ed è proprio seguendo tali spunti che proveremo a calare nella relazione con i nostri animali i suoi preziosi contributi.
Stavamo quindi dicendo che in ogni essere umano è presente il senso dell’”io”.
Tale senso ci permette di autoidentificarci come esseri separati dagli altri (processo naturale di individualizzazione) ma soprattutto ci permette di riconoscere nell’altro, nel tu, l’assoluta unicità della sua esperienza terrena.
Attraverso il senso dell’”io” possiamo accogliere l’altro senza per forza doverlo incasellare in qualcosa che già conosciamo o che vorremmo che fosse.
Il nostro senso dell’io ci permette di accogliere l’unicità dell’esperienza di chi abbiamo di fronte e quindi di mettere da parte il nostro io per accogliere il suo.
Con in nostri animali abbiamo dunque la possibilità di esercitarci a riconoscer in loro l’unicità che li contraddistingue e di riportare successivamente tale esperienza nella relazione con gli esseri umani.
Per come la vedo io la relazione che abbiamo con gli animali non è un rifugio o un punto di arrivo quanto piuttosto un prezioso laboratorio di rinascita nelle relazioni umane.
D’altronde, per rimanere in tema, il concetto di unicità, di originalità, di essere unici è massimamente espresso proprio nell’essere umano.
Come noi non c’è nessuno.
Se è vero che tale unicità ci viene offerta già come un dato di natura, nel senso che appartiene alla natura stessa dell’uomo essere unico, è altrettanto vero che valorizzare nel tempo la propria originalità a partire da quello che conosciamo di noi stessi appartiene invece alla sfera della libertà.
L’uomo per sua natura è unico ma tale unicità la possiamo perdere nel momento in cui omettiamo di esercitarla ogni giorno sempre di più.
Va da sé quindi che facilmente si potranno riconoscere all’opera, dentro di noi, quelle forze che tendono a ridurre l’unicità in noi e invece quelle forze che incentivano nuovi livelli di unicità.
Facciamo un esempio.
Se riconosco che il mio cane o il mio gatto sono unici, come d’altronde lo sono noi, quali sono le azioni che noi facciamo nei loro confronti che valorizzano la loro unicità e quali invece quelle che li tolgono l’unicità?
È chiaro, no?
Visto che io sono un essere umano e quindi sono colui che massimamente incarna proprio il concetto di unicità vorrà dire che di fronte a questa domanda ci viene chiesto di fare dei pensieri autonomi, delle riflessioni assolutamente originali che magari non abbiamo ancora mai fatto.
La nostra unicità infatti si esperisce proprio a partire da quanto siamo in grado di uscire dagli automatismi sia dei pensieri che, successivamente, delle azioni.
Le forze dell’io, individualmente esperite nei ragionamenti autonomi, entrano poi nelle azioni che facciamo nei confronti dei nostri animali non solo come semplici scelte quanto piuttosto come vere e proprie forze spirituali che arricchiscono la nostra relazione con loro.
Cosa gli do da mangiare?
Li vaccino?
Come li curo?
Queste non sono semplici domande quanto piuttosto degli spazi vuoti che possono essere riempiti solo ed esclusivamente dai pensieri dell’unicità dell’umana.
La tua unicità caro animale, mi aiuta a far crescere l’unicità dei miei pensieri affinché la nostra relazione sia sempre più ricca.
Ecco, si, così mi sembra corretto.
Dott. Stefano Cattinelli
[1] L’unicità del nostro animale e il senso dell’”io” uscito sulla pagina di Armonie Animali il 28 aprile 2025