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La potenza del femminile nel rispetto della relazione animale

La potenza del femminile nel rispetto della relazione animale

Articolo a cura di Margherita Carretti - Consulente nella relazione uomo animale, Etologi e Biologi, Operatore in interventi assistiti con animali

Anche se lentamente, questo cambiamento si sta facendo spazio portando alla luce un nuovo, e allo stesso tempo antico, modo di rapportarci con l’Altro. Un approccio basato sull’ascolto, sull’accoglienza e sull’accettazione; un modello fluido, morbido che si adatta al contesto e alla soggettività di ognuno; così ben radicato e centrato da custodire in sé una forza e un equilibrio senza eguali. Veniamo da un retaggio culturale, durato centinaia d’anni, in cui il modello relazionale predominante in ogni contesto è stato quello patriarcale, con un maschile forte, duro, spigoloso, intransigente, volto al controllo e alla sottomissione dell’altro per perseguire i propri obiettivi. Un approccio che sminuisce e scredita le emozioni e la sensibilità individuale, che tende alla standardizzazione, alla creazione di modelli operativi uguali per tutti, protocolli d’intervento applicabili in ogni contesto, adatti ad ogni
soggettività, misurabili e oggettivi.

 

Da tutto questo deriva anche la modalità classica educativa/addestrativa che viene applicata alla relazione con il cane e altri animali, basata sull’imposizione, il controllo e il modellamento comportamentale, spesso accompagnata anche da coercizione e violenza. Molte volte i proprietari vengono delegittimati del loro ruolo, giudicati inadeguati e incapaci di poter gestire in autonomia le dinamiche relazionali con i loro animali. Invece che dar loro strumenti utili e nuove competenze, si viene a creare un circolo vizioso di dipendenza e necessità, tra le famiglie e il “professionista” che si eleva nel suo ruolo di guida, alimentando solo ed esclusivamente il suo ego, perdendo di vista il benessere dei proprietari e dei loro animali.

 

Per fortuna sempre più persone e professionisti si stanno spostando su un approccio completamente diverso, più utile, sano e costruttivo. Si iniziano a prendere in considerazione tutte le evidenze scientifiche ed empiriche rispetto alla complessa vita emozionale e cognitiva dei nostri animali, riconoscendogli finalmente un ruolo attivo e competente nelle dinamiche relazionali intra e interspecifiche. Questo presuppone da parte nostra, come specie umana, di fare un passo indietro, lasciare spazio all’espressione e affidarci anche al loro sapere. Non si parla più di percorso educativo rivolto solo all’animale, ma di un percorso di crescita comune, dove proprietari e professionisti si mettono sullo stesso piano e grazie alla condivisione di esperienze insieme agli animali si acquisiscono sempre più competenze, per migliorare la qualità di vita di ognuno.

 

Il passaggio epocale che stiamo vivendo è quello di riconoscere in questi percorsi e nelle dinamiche relazionali in generale, che siano con animali-umani e non, il grande ruolo dell’integrazione del femminile. Ognuno di noi possiede una personalità e una modalità di approccio alla vita, al di là del proprio genere, che ha caratteristiche legate sia alla psiche maschile che a quella femminile. Questi modelli interiori possono essere sbilanciati in un senso e nell’altro, esprimendosi all’esterno con atteggiamenti e modalità relazionali tipiche di ognuno. La società attuale in cui viviamo, come abbiamo visto, rafforza e premia solo uno dei due modelli, quello maschile, portando un grosso sbilanciamento nell’interiorità e nelle dinamiche relazionali che ognuno di noi vive. Integrare e dare valore al femminile significa aprirsi maggiorente all’ascolto, con gentilezza e fluidità, imparare a gestire con più delicatezza la comunicazione e le relazioni, senza imporsi sull’altro. Anche se apparentemente questo tipo di modello relazionale sembra più fragile e meno incisivo, in realtà racchiude dentro sé una forza primordiale profonda ed estremamente potente.

 

Basare la comunicazione con i nostri animali sull’autenticità di ciò che proviamo, in accordo col nostro sentire, senza fini manipolatori o prevaricanti è la chiave per una buona relazione. Accogliamo gli animali nella nostra vita per condividere un cammino sereno e appagante insieme, non per sottometterli al nostro volere e mostrarci superiori, per questo motivo non ha nessun beneficio basare la nostra relazione su approcci che rafforzano questi valori. Integrare maggiormente un modello relazionale femminile ai nostri rapporti è ciò che ci viene richiesto oggi per perseguire la felicità e l’armonia con i nostri animali e le altre persone.

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