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Consigli pratici alimentazione del cane anziano

Consigli pratici alimentazione del cane anziano

Quando i nostri animali arrivano all’età anziana si scatenano molti dubbi e domande in noi. Ci troviamo in effetti di fronte ad un grande cambiamento, al nostro cucciolo sono venuti i peli bianchi sul muso. In questo articolo cerco di rispondere con praticità alle domande che possono sorgere riguardo l’alimentazione: diminuire le proteine? i carboidrati fanno male? I grassi lo faranno ingrassare?
Articolo a cura di Ilaria Magnelli - Medico veterinario (medicina integrata)
Categoria:   Alimentazione sana

Al momento in cui vi scrivo è finito da poco il Webinar “Il mio Cane Anziano”. E’ stato un percorso lungo un anno, sicuramente arricchente per tutti noi professionisti e ringrazio Armonie Animali per l’opportunità che mi è stata data.

Ho pensato perciò di riassumere e mettere per scritto la parte di consigli pratici relativa alle tematiche affrontate durante la mia presentazione.

Per cominciare dobbiamo determinare quale obbiettivo vogliamo raggiungere cambiando la pappa di un cane anziano. Se presente una patologia l’obbiettivo sarà quello di gestire la sintomatologia, se invece è “solo” un anziano consideriamo che si trovi in una fase diversa della vita ma fisiologica perciò come professionista mi prefiggo di migliorare la qualità della vita in quel momento e quella che ha di fronte. In lingua anglofona viene definito “healthspan” la lunghezza della vita durante la quale umani e animali sono sani e privi di malattie croniche.

Consigli pratici:

I) diminuire l’introito calorico e/o dove è possibile inserire un giorno di digiuno. Sappiamo per certo che la restrizione calorica porta ad un rallentamento dell’invecchiamento. Una restrizione che corrisponde ad almeno il 20-30% delle kcal assunte in età adulta. La riduzione calorica riduce il rischio di molte malattie, è stato dimostrato in vari modelli animali, come tumori, artrosi e malattie immunomediate. Inoltre gli animali anziani come dopo tutto gli esseri umani tendono a prendere peso e sostituire massa grassa a quella magra. Un maggior peso sulle articolazioni provoca più dolore mettendo ancora più in difficoltà le possibilità di movimento instaurando in questa maniera un circolo vizioso. Inoltre il sovrappeso è uno stato infiammatorio cronico che di conseguenza porta ad ancora più stress osteoarticolare e perpetua l’infiammazione cronica di tutto l’organismo.

Chi mi conosce sa che provo spesso a proporre anche un giorno di digiuno o una “dieta mima digiuno”, cioè una dieta che riduca notevolmente le kcal in alcuni giorni alla settimana, di sicuro più semplice da seguire per tutti. Se avete curiosità potete andare a leggere il libro del Dr. Longo “La dieta della longevità”. Dove l’autore spiega come una dieta a ridotto importo calorico abbassi i fattori di rischio associati all’invecchiamento tra le quali le malattie cardio vascolari, diabete, obesità e cancro.

II) il secondo tema a cui stare attenti e l’acqua, con l’anzianità è normale che ci sia una diminuzione del contenuto d’acqua dell’organismo. Anche per questo motivo gli anziani assumono un aspetto sclerotico, con diminuzione dell’elasticità di tutti i tessuti, con diminuzione dei movimenti articolari, ma anche una diminuzione dell’elasticità mentale e cognitive. L’acqua rende fluidi quindi i movimenti, i passaggi d’informazione in vari distretti corporei, è necessaria per un buon funzionamento di vari organi quali i reni, l’apparato digerente etc…soprattutto se un animale mangiasse un’alimentazione secca consiglio di aggiungere dei liquidi al cibo, sotto forma di acqua o di brodo o di infusi anche terapeutici. Quindi l’obbiettivo è far aumentare a tutti i costi il contenuto di acqua nell’alimento che somministriamo.

III) Uno degli argomenti più discussi nella nutrizione del cane anziano è sicuramente il contenuto proteico della dieta. Se parliamo di un cane sano non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino che un alto contenuto di proteine porti p.es a sviluppare un’insufficienza renale. Nel caso che il cane abbia già una problematica renale effettivamente un contenimento della quantità di proteine nella dieta può dare un miglioramento dello stato di salute del cane stesso e soprattutto un miglioramento dei valori renali.

Il motivo principe per cui le proteine non devono per forza essere diminuite è che sono essenziali perché nell’anziano c’è una diminuzione della muscolatura che deve perciò essere aiutata nella sua ricostruzione e c’è un aumento del catabolismo e perchè le proteine rientrano in tutti quei processi vitali che aiutano a mantenere adeguate funzioni immunitarie e la funzionalità di tutti gli organi del corpo.

IV) I grassi sono anch’essi dei costituenti essenziali della nostra alimentazione e dell’alimentazione dei nostri animali, sono stati ostracizzati per diversi anni, ma anche quì alcuni grassi possono essere necessari. E’ vero che fin’ora ho detto che c’è un aumento della massa grassa a sfavore di quella magra cioè muscolare, ma è anche vero che gli animali molto, molto anziani possono essere magrissimi. Possiamo aiutare il nostro cane anziano aumentando il contenuto di acidi grassi polinsaturi (olii di semi, grasso del pesce), contenendo i grassi saturi presenti nella dieta che in quella di un cane sono rappresentati dalle carni grasse e da eventuali formaggi. Soprattutto il consiglio è quello di aumentare i grassi a media catena che è scientificamente provato che migliorano la funzionalità cerebrale.

Aggiungo come nota che i grassi possono migliorare l’appetibilità di un alimento, quindi possono essere utili in quei casi di cani anziani che fanno fatica ad alimentarsi.

V) Sul contenuto di fibre nelle diete per anziani ci potrebbero essere molte cose da dire. Molto probabilmente ne andrà aumentata la quantità nella dieta poichè aiutano a mantenere un adeguato peso corporeo o addirittura aiutano la diminuzione del peso corporeo. Il loro aumento rispetto alla razione in età adulta migliora il transito intestinale che può rallentare con l’età, alcune fibre come quelle solubili vanno a nutrire il microbioma intestinale e quindi sono da aumentare in termini quantitativi nella dieta dei cani anziani. Con l’anzianità è normale che ci sia una diminuzione della differenziazione del microbioma intestinale, la sua diminuzione è collegata a molte malattie dell’invecchiamento mentre il mantenimento di una popolazione microbica varia nell’intestino è collegato ad uno stato di salute. Le fibre diminuiscono l’appetibilità di un pasto ma aumentano il senso di sazietà, anche su questo aspetto nell’anziano ci può essere un’alterazione sia per diminuzione delle facoltà cognitive, sia per problematiche comportamentali per cui la richiesta del cibo può aumentare o divenire quasi una richiesta continuativa in alcuni soggetti, in questi casi l’aumento del contenuto di fibre può darci una mano.

VI) I carboidrati sono tra gli alimenti probabilmente più presenti soprattutto nel cibo industriale poiché un contenuto di amidi è necessario per la tenuta di una crocchetta, anche se gli amidi possono provenire da altre fonti come quelle delle proteine vegetali (vedi articolo “A proposito di legumi”). Quindi carboidrati si o carboidrati no per il nostro cane anziano? non c’è una sola risposta a questa domanda. Tendenzialmente consiglierei di diminuirne il contenuto nella dieta sicuramente per gli animali sovrappeso perché sono una fonte di zuccheri e perché provocano un aumento del picco glicemico postprandiale.

Inoltre tutti i carboidrati si trasformano all’interno dell’organismo in zuccheri e le cellule tumorali si nutrono soprattutto di glucosio, quindi in un anziano dove abbiamo purtroppo un’alta probabilità di sviluppare tumori sarebbe meglio eliminare il contenuto di alimenti che apportano zuccheri.

Spero in questi punti di essere riuscita a darvi una mano a fare dei ragionamenti sull’alimentazione del vostro compagno anziano e che portino ad un miglioramento della sua nutrizione.

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