L’importanza della consapevolezza nella relazione Persona-Cane

Ci sono diversi stadi di consapevolezza umana, e diversi “tipi di uomini” (vedi i 7 tipi descritti da Gurdjieff), e ognuno di essi ha una diversa capacità di percezione, interpretazione e visione di sé stesso e del mondo.
Entrare nello specifico delle caratteristiche di ogni “tipo” sarebbe molto lungo e potrebbe anche risultare difficile da comprendere, quindi qui parlerò principalmente dei 3 tipi di uomo (essere umano) che sono i più diffusi attualmente sul pianeta Terra: l’uomo di 2°, 3° e 4° tipo.
Nell’uomo di secondo tipo prevalgono le EMOZIONI, per cui una persona che si trova a questo stadio è dominata dalla sua emotività e si comporta in base a reazioni e ad istinti, non ha cioè la capacità di controllare sé stesso, ed è vittima della sua personalità. Per esempio chi è iracondo, oppure chi si sente ferito in maniera profonda e protrae questo stato di malessere a lungo, forse senza riprendersi mai del tutto, anche solo per una parola che gli viene detta, o per qualcosa che gli succede.
Nell’uomo di terzo tipo prevale l’INTELLETTO, quindi una persona a questo stadio vive principalmente in un mondo di raziocinio e di scienza, e mette in secondo piano le emozioni. Inoltre, a questo livello, le persone credono che la realtà esterna, ossia tutto ciò che accade loro (che sia spiacevole o piacevole), non sia una loro responsabilità, che dipenda dal caso o peggio, che sia colpa di qualcun altro. Per esempio chi vede ripetersi nella vita episodi di tradimento del compagno o dell’amico, della perdita del lavoro, o simili eventi, e pensa che il mondo è contro di lui, che tutti ce l’hanno con lui, che lui è vittima, eccetera…
Nell’uomo di quarto tipo prevale la SPIRITUALITA’ intesa come ricerca del sé. E’ l’uomo che si pone la domanda “Chi sono”, e che intraprende un viaggio interiore per sviluppare una maggiore consapevolezza, e va alla ricerca della “verità circa chi è lui, e cos’è il mondo”. Qui per esempio si trovano le persone che hanno smesso di attribuire all’esterno la causa di ciò che accade, ed hanno iniziato ad acquisire la consapevolezza che il “fuori è il dentro”, che l’esterno è la manifestazione dell’interno, ossia della nostra parte inconscia. Sono persone che acquisiscono la capacità di “osservare senza giudicare” e di rendersi conto che ogni cosa che accade non accade a lui, ma PER lui, e che si è artefici (consapevolmente o meno) di quanto gli accade, quindi se ne assume la responsabilità.
Ora probabilmente ti starai chiedendo cosa c’entra tutto questo con te e il tuo cane. Adesso ti spiego:
Quando un animale, come un cane o un gatto, entra a far parte della tua vita, non è un caso. Lui arriva esattamente nel momento giusto per te, e avrà le caratteristiche di comportamento che ti saranno utili per il tuo viaggio qui sulla terra, in quest’incarnazione e in questo momento.
Non importa che tu lo abbia acquistato in un allevamento oppure che lui ti abbia scelto quando sei andato in un canile, o sia stato salvato dalla strada o altro. E’ la tua anima che ha prodotto l’evento, perché quell’animale è esattamente ciò di cui hai bisogno.
Qui si aprono due ventagli di interazioni, una riguarda “chi è l’animale” nel senso di che cosa rappresenta (una via verso l’apertura del cuore), e l’altra riguarda “quale evoluzione ti sta portando a vivere”, ossia quali aspetti di te sei chiamato a sviluppare grazie alla vostra relazione.
Ora, una persona che si trova al secondo o al terzo stadio (della scala di Gurdjieff) sarà portato a pensare che quel cane o quel gatto sono arrivati a caso, e che se ad un certo punto iniziano ad esserci problemi di salute dell’animale oppure di comportamento, tali a volte da complicare moltissimo la vita della persona (e della famiglia), accade a caso o perché si è vittima di sfortuna.
Ecco allora che questo tipo di persona si rivolge al veterinario o all’educatore/addestratore per risolvere il problema, come se questo problema fosse qualcosa di esterno a lui. Sono per esempio i casi delle persone che si aspettano che un addestratore cinofilo abbia la bacchetta magica e risolva i problemi al posto suo. Ho avuto moltissimi clienti che, nel contattarmi, addirittura mi chiedevano se dovevano essere presenti alle lezioni di addestramento o se potevo “restituirgli il cane apposto”.
In passato questo tipo di cose accadeva nel 90% dei casi. Lascio a voi indovinare in quale percentuale in effetti poi il problema si sia risolto, e in cui poi tutti vissero felici e contenti…
Oggi invece, nella maggior parte dei casi le persone che hanno gli stessi tipi di problemi con i loro animali, si pongono la domanda “perché” e “cosa posso fare io”, e quando cercano un professionista per trovare una soluzione al problema (anche in questo caso, non è un caso che trovino professionisti che abbiano una visione sistemica della situazione), incontrano persone che gli “aprono gli occhi” su aspetti a cui probabilmente da soli non avrebbero fatto caso.
Per esempio: una persona depressa che prende un cane che poi diventa iperattivo, oppure una persona con bassa autostima che trova un cane che non la ascolta, oppure una persona che sta molto male perché si è lasciata con il compagno/a e vede il suo cane/gatto ammalarsi, e così via.
In tutte queste situazioni, il fatto di fare un percorso per risolvere i problemi comportamentali dell’animale, porta anche ad un inevitabile lavoro su sé stessi. Quindi per esempio nel caso del cane iperattivo, la persona depressa dovrà farsi forza, ritrovare le energie e ritornare ad uscire di casa, a stare in zone frequentate da altri proprietari di cani al fine di far “sfogare” e quindi riequilibrare il proprio cane; così come la persona con bassa autostima dovrà lavorare sulla fiducia in sé stessa per riuscire ad essere più assertiva, e farsi quindi accreditare un ruolo di maggior autorevolezza dal suo cane (che poi magari gli servirà anche in ufficio con i colleghi e il capo, oppure con il fidanzato/a, l’amico, ecc…); mentre il cane/gatto che si ammala dopo una brutta separazione tra i suoi compagni umani, potrà trovare guarigione quando anche le ferite nell’anima e nel cuore del suo compagno umano che soffre verranno viste, amate e curate.
L’ultimo aspetto importante che è strettamente collegato al livello di consapevolezza, è quello di assumersi la responsabilità che noi produciamo all’esterno ciò che pensiamo dentro.
Quindi, se dubiti di riuscire a cambiare te stesso, se dubiti che il tuo cane sia capace di migliorare quel comportamento, se dubiti che tu sia capace di portare il tuo cane ad avere i cambiamenti che desideri, se dubiti che curando te stesso con amore, probabilmente guarirà
anche il tuo animale, allora….hai ragione. Vedrai solo ciò che sei convinto di vedere, e attrarrai solo ciò che senti dentro.
Ecco perché è fondamentale iniziare ad avere sotto controllo o comunque almeno ad osservare i nostri pensieri, perché le nostre convinzioni limitanti faranno sì che per la legge di attrazione, in futuro produrremo esattamente i risultati che ci aspettiamo.