Rete di Reti

Una visione comune che parte dall’incontro di reti e soggetti con già una loro identità e che da anni portano avanti singolarmente azioni concrete. Tra i partecipanti troviamo la R.I.V.E. (rete italiana di villaggi ecologici), il Movimento per la decrescita felice (MDF), l’Associazione per la decrescita, i rappresentanti di Bilanci di giustizia, di Rete italiana di economia solidale (RES Italia), di Rete italiana di cohousing. Presenti anche AAM terra nuova ed Italia che cambia come “media partner”. Il gruppo si arricchisce anche grazie a nuove collaborazioni e nell’incontro di febbraio 2019 accoglie rappresentanti dell’associazione “Armonie Animali” e di Sarpa (permacultura Sardegna), che in questo primo incontro hanno partecipato come uditori.
Sono previsti più incontri l’anno dove si aggiorna lo stato delle singole reti, si migliora e si definisce con più chiarezza la struttura interna e si programmano progetti per il futuro. Gli incontri sono supportati da facilitatori che sono già membri della Rete di Reti e questo rende il lavoro più dinamico nel raggiungere gli obiettivi prefissati. Si utilizza il metodo del consenso per quel che riguarda le decisioni interne che definiscono il gruppo (chi siamo) ed il metodo dell’assenso (inteso come adesione volontaria) riguardo le decisioni su cosa si vuol proporre all’esterno (cosa facciamo).
Tra i progetti più importanti già realizzati nel primo anno di attività c’è la scuola estiva in Valsusa a Venaus (TO) dal 25 al 29 giugno 2018 sul tema: fare comunità oggi: autonomia ed autogoverno. In un mondo spinto sempre di più verso l’individualismo, fare comunità oggi potrebbe sembrare quasi un’utopia; per questo negli incontri sono stati esposti importanti argomenti su come molte persone hanno dimostrato, attraverso la loro esperienza, che tale utopia non solo è realizzabile, ma è anche strumento necessario per far fronte alla crisi sociale ed ambientale che stiamo vivendo. E’ in programma a settembre 2019 la realizzazione della scuola estiva per il secondo anno.
Nei progetti per i prossimi mesi ed anni rientrano la realizzazione di un piano formativo per le realtà territoriali, la formazione di agenti/animatori di RdR e la cura di relazioni internazionali; proseguire, poi, con prototipi di comunità sostenibili dislocati sul territorio ed affermare una credibilità sul piano istituzionale per giungere alla diffusione di comunità territoriali e costruzione di un sistema economico sociale e politico basato su di esse.
Il gruppo è mosso da un prudente entusiasmo viste le differenti caratteristiche e le potenzialità dei vari membri rappresentati: “ vogliamo vivere nel rispetto reciproco in armonia con noi stessi e con tutti gli esseri viventi valorizzando i diversi ruoli e le specificità di ognuno, nella convinzione che le differenze non siano un ostacolo, ma un arricchimento”. Si potrebbe considerare come un nuovo ecosistema che delicatamente si sta definendo, come nuove foglie che si aprono e crescono grazie a nuova linfa, rami che crescono per diventare robusti tronchi.