Dalla Farmacia dei Prati: Gallium Aparine, il drenante per eccellenza!

Appartiene alla famiglia delle Rubiacee, come la Gardenia e Coffea (la pianta del caffè) e il momento migliore per raccoglierla è prima della fioritura.
Fra le sostanze contenute troviamo la vitamina C, acido citrico, parecchio silicio e acido salicilico.
USI E CONSUMI
Il Galium può essere utilizzato sia per uso esterno che per uso interno, ed è una pianta sicura, con buon margine di maneggevolezza.
Per uso esterno è possibile ottenere un estratto o un centrifugato da pianta fresca, o ancora un infuso (sempre da pianta fresca) e utilizzarlo per le ferite (anche torbide e ulcerative) oppure unita ad olio di oliva su eczemi o in caso di forfora.
Quando una pianta lavora bene su patologie cutanee, generalmente ha, per uso interno, un potere disintossicante.
Il Galium infatti tonifica e ripulisce i vasi linfatici (che portano via le tossine dai tessuti) e è un diuretico naturale.
Secondo la medicina cinese è classificata come erba rinfrescante, lavora in caso di “ristagno” di sangue e tonifica il rene.
È quindi indicata per i cavalli allergici o in caso di gonfiore delle gambe o edemi di altra origine, ma anche per rafforzare il mantello, la criniera e lo zoccolo, in virtù del suo contenuto in silicio.
Possiamo somministrala fresca (qualche manciata al giorno) oppure essiccata (20-40gr al di) per periodi non troppo prolungati.
IL GALIUM COME RIMEDIO VIBRAZIONALE
Da questa pianta è possibile ottenere e che il rimedio omeopatico corrispondente (si tratta di diluire e dinamizzare la tintura madre) e lavorare così con l’energia (la frequenza) del rimedio: il campo di applicazione è il medesimo, ma non abbiamo i limiti legati alla somministrazione ponderale (ossia pro chilo) di sostanze farmacologicamente attive presenti nella pianta intera. Ciò significa poter ad esempio mettere in atto una terapia per un problema acuto (con somministrazioni ravvicinate e ripetute) e ovviamente averne disponibilità anche in altri periodi dell’anno.
Interessante è anche sapere che possiamo sfruttare il potere energetico di questa pianta lavorando con l’olio essenziale (in aromaterapia sottile) o con la corrispondente essenza floreale: dal punto di vista di una terapia emozionale sarà indicato per rafforzare i legami emotivi, ad esempio in una fattrice primipara che magari accetta con difficoltà la nuova dimensione della maternità e si occupa poco o poco amorevolmente del puledro, oppure prima di introdurre un nuovo individuo in un gruppo, o ancora per rafforzare il legame del binomio cavallo cavaliere.