Medicina non Convenzionale - MnC

La pelle di Jetsun e la sua relazione col mondo affettivo che lo circonda

Articolo a cura del Dott. Riccardo Lucchesi - medico veterinario

A maggio dello scorso anno mi fu portato alla visita un Tibetan Spaniel di 12 anni, Jetsun, per dei problemi di dermatite che erano comparsi più di due mesi prima.

Gli erano stati somministrati all'inizio degli antibiotici, poi, alla ricomparsa dei sintomi, un noto immunomodulante usato spesso come antipruriginoso per dermatiti atopiche o allergiche. Ma anche quest'ultimo, dopo un iniziale miglioramento dei sintomi, sembrava non avere più efficacia su Jetsun.

La custode, arrivata col suo cagnolino in Italia nella mia zona, si rivolse allora a me per avere un approccio più “naturale “ al trattamento di questo problema, visti anche i risultati delle precedenti terapie. Dal colloquio venne fuori che negli ultimi mesi lei aveva viaggiato molto per lavoro, e così Jetsun era stato sballottato tra genitori, dogsitter e altro.

A vederli insieme, mentre erano in ambulatorio per la visita, mi avevano dato subito un'impressione di un forte legame reciproco, e quindi la situazione vissuta nei mesi precedenti doveva aver avuto un forte impatto sull'equilibrio psicoemotivo di Jetsun. Oltretutto so che, dall'approccio alla malattia delle 5 leggi biologiche del dottor Hamer, i problemi alla cute sono spesso la manifestazione di un vissuto di un “conflitto di separazione”. Arricchito da queste informazioni, prescrissi per Jetsun dei prodotti micoterapici e fitoterapici che avessero un qualche impatto sullo stato della sua pelle, e una miscela di fiori di Bach che prendessero in considerazione la situazione che aveva vissuto nei mesi precedenti.

Nel giro di pochi giorni ci fu un rapido miglioramento, sia nell'energia vitale del cane, che quando lo vidi era piuttosto “spento”, che nel suo prurito, e quindi di riscontro sulla sua pelle. Ma, dopo nemmeno dieci giorni, ci fu un nuovo peggioramento del quadro clinico di Jetsun, che si grattava e mordeva la pelle e appariva di morale molto basso. Un ulteriore colloquio con la sua custode portò alla luce un forte stato di stress in cui si trovava quest'ultima, dove lo stato d'animo che prevaleva era di spavento per la sua sopravvivenza, come se non si sentisse capace ed abile a guadagnarsi da vivere.

Questo sintomo repertoriale (Fear of starving), a livello omeopatico molto caratteristico, mi portò a selezionare un rimedio omeopatico che prescrissi per Jetsun (!), supponendo che il cagnolino avesse assorbito la paura della sua compagna umana, e a proporre una miscela di fiori di Bach che potessero aiutare la situazione “esistenziale” momentanea della sua custode, che accettò volentieri la proposta.

Risentii Linda (nome di fantasia per questioni di privacy) dopo un mese: mi disse che lei era stata subito meglio nel giro di 12 ore (!), e poi la situazione era andata via via migliorando, mentre il miglioramento per Jetsun era stato più lento e progressivo, e allo stato attuale la sua pelle era guarita del tutto; solo era tornato un problema agli orecchi, che era il primo problema comparso da cucciolo, dato questo molto importante per le mie considerazioni, in quanto una delle leggi di guarigione (di Hering) ci dice che i sintomi scompaiono in maniera inversa rispetto alla loro comparsa, e quindi una ricomparsa di un vecchio sintomo dopo il miglioramento dei nuovi era da considerarsi molto di più che un buon auspicio. Tornati negli Stati Uniti, a distanza di 6 mesi sentii Linda che mi disse che Jetsun stava “alla grande” e, ovviamente, anche per lei la vita stava andando bene, con una nuova carica; gli unici momenti in cui c'erano dei peggioramenti cutanei era quando lei doveva viaggiare per lavoro e non poteva portarselo con sé.


Questo caso e la sua risoluzione hanno dato una conferma alle idee, ormai patrimonio di vari colleghi e non solo, che i nostri animali domestici assorbono molto le energie dell'ambiente e delle persone con cui vivono, ognuno avendo un canale preferenziale riguardo alla persona a cui faranno da “spugna” e/o da specchio; e, facendo questo, quanto sgravio di sofferenze e disagi apportano a chi si prende cura di loro!

Appare evidente anche che, se vogliamo incidere sulla soluzione della patologia in modo più profondo e duraturo, il processo di trasformazione che richiede una malattia dovrà avvenire su più piani e coinvolgendo più esseri, in quanto all'interno del binomio animale d'affezione/custode avverranno vari spostamenti, in simultanea o in consequenzialità. Una delle leggi sacre universali, che parlano di inter-connessione, inter-dipendenza e inter-affidabilità, diventa più evidente quando il “sistema” che prendiamo in considerazione è costituito da esseri viventi che hanno un vissuto emotivo e relazionale in comune; e l'approccio per aiutare il sistema suddetto a ritrovare un suo equilibrio potrà avvenire attraverso varie modalità, ma sicuramente da evitare è la soppressione di quei segnali di allarme, che sono i sintomi, attraverso i quali il sistema emette la sua richiesta di aiuto all'universo.


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