Educazione cinofila

Al telefono con il cane

Articolo a cura di Valentina Armani, educatore e istruttore cinofilo dell’associazione Il piccolo campo asd

Sabrina mi ha chiamata preoccupata per il suo cane Duna, una dolce e sensibile rottweiler di 2 anni che conosco da quando aveva tre mesi, era appena entrata a far parte della sua famiglia.

In questo periodo di blocco forzato per il Covid-19, quando la sera Sabrina si sposta negli spazi in cui Duna non può accedere, la piccola abbaia molto chiamandola ad uscire.

In questi giorni Sabrina, non dovendo uscire per lavorare, sta trascorrendo tutta la giornata con la sua cucciolona e la sera si separano solo per dormire.
Nel periodo di normale routine Duna era serena, aveva accettato di non poter accedere a tutta la casa, e non mostrava nessun problema a separarsi; si salutavano e tranquilla andava nella sua stanza a dormire.
L’ipotesi di Sabrina era che Duna abbaiava perché non era abbastanza stanca: il loro giardino non le permette di correre molto e hanno dovuto ridurre ai 200 mt consentiti le abituali passeggiate. Mi racconta come trascorrono il tempo, si coccolano e giocano molto. Sabrina le propone giochi olfattivi, problem solving ma anche interazioni più fisiche e motorie. Addirittura creano un piccolo percorso ad ostacoli in garage impegnandosi molto per soddisfarla e renderla felice.

Dai suoi racconti capisco che non è la situazione di un cane che ha fatto troppo poco durante la giornata. Sempre più riscontro come per i cani non sia importante quanta attività fanno ma la qualità del tempo condiviso con la propria famiglia, rispettando senza forzature il naturale piacere di stare insieme, e questo sicuramente a Duna non manca.
Chiedo a Sabrina come si sente quando rientra in casa e se le spiace separarsi dal suo cane la sera dopo che hanno condiviso tutta la giornata. Mi risponde sorridendo, in modo affermativo.
Sabrina quando lascia Duna si sorprende spesso a pensarla, con un senso di frustrazione perché crede di farle un torto a non poter condividere con lei anche la notte.
“Caspita” le dico “o la porti con te o chiudi la telefonata”.

Mi spiego meglio: la comunicazione che abbiamo con i nostri animali è soprattutto emotiva, non solo parole o gesti. Se apriamo la comunicazione con il nostro cane e quando ce ne andiamo non ci siamo dati il tempo di chiuderla e magri dedicarci ad altro, i nostri pensieri e il nostro cuore restano totalmente connessi al cane. Come iniziare una telefonata, senza mai chiuderla. Un qualsiasi interlocutore quando non sente più la voce della persona con cui parlava dall’altra parte del telefono inizia a chiamarla cercando un riscontro: ”pronto, pronto!”. Proprio come l’abbaio di Duna che da fuori chiama Sabrina, sente che anche se lontana non ha chiuso emotivamente la loro “telefonata”.
Ho quindi proposto a Sabrina di ascoltare i suoi pensieri e fare attenzione a chiudere la comunicazione quando rientra, così da lasciare Duna calma e serena.

La sera successiva Sabrina ha provato a fare come le avevo suggerito. Lasciando da parte ansia e preoccupazione, Duna è andata a dormire serena senza chiamarla, soddisfatta delle tante attività condivise durante la giornata con la persona per lei più speciale.


L'articolo è stato scritto da: Valentina Armani
Professione: Educatore e Istruttore Cinofilo
Telefono: 3482619611
Email: posta@valentinarmani.com
Sito: www.valentinarmani.com

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