Dinamiche di relazione tra l'individuo e il suo animale

Come migliorare la relazione con i nostri animali partendo da noi stessi

Articolo a cura di Margherita Carretti, etologa e naturalista

Come in ogni relazione anche quella con gli animali con cui condividiamo la nostra vita arriva inevitabilmente ad un punto in cui emergono difficoltà ed incomprensioni, i loro comportamenti vengono percepiti come problematici, per cui da “sistemare”.

Siamo abituati a focalizzarci sul problema e a cercare soluzioni pratiche, ma il più delle volte quello che ci viene chiesto dai nostri animali è un cambio di prospettiva, un cambiamento nella nostra vita, trovare nuovi equilibri.


Spesso questi problemi derivano principalmente dall’incapacità umana di sapere ascoltare. Sapere ascoltare inteso non solo come abilità nella comprensione della comunicazione animale, ma inteso come capacità più ampia, che include anche l’ascolto rivolto al mondo emozionale in cui siamo immersi fuori e dentro di noi. Voler coltivare una relazione piena e appagante con i nostri animali significa saper entrare in dialogo con loro, parola che racchiude un importante significato etimologico: dal greco dià e logos cioè “incontro tra due menti”. Questo presuppone il riconoscimento e la conoscenza del complesso mondo emozionale e cognitivo racchiuso nella mente degli animali, così da poterli finalmente vedere come esseri senzienti, come soggettività con un valore intrinseco e quindi individui attivi nella relazione. Ciò comporta passare da una visione antropocentrica del mondo, che vede l’uomo al centro di tutto e superiore alle altre specie, per cui legittimato a sfruttarle e a scegliere per loro come unico detentore del sapere, a una visione biocentrica dove diamo valore alla diversità dei viventi. Così facendo non siamo più all’interno di una scala gerarchica, ma in una concezione circolare della relazione con il mondo animale dove riconosciamo il valore di ogni soggettività animale, in cui tutti sono sullo stesso piano. Questo cambio di prospettiva permette lo sviluppo di una nuova percezione rispetto alla relazione con il mondo animale. Per cui non ci rispecchieremo più in un rapporto basato sull’imposizione, sul controllo e su approcci addestrativi coercitivi, neanche all’opposto cadremo in una visione pietistica degli animali, che non riconosce le loro abilità e competenze soggettive, percependoli solo come individui da salvare, non in grado di fare esperienze nel mondo senza la nostra costante protezione e presenza.

Una relazione equilibrata si basa sulla fiducia reciproca, una fiducia che si alimenta con esperienze condivise nel mondo, in cui si cresce insieme arricchendosi reciprocamente grazie agli insegnamenti che ognuno può dare, animale umano e animale non umano.


Lo sviluppo di questa nuova visione della relazione con il mondo animale è il primo passo, ma non l’unico che come proprietari ci viene richiesto di fare. Per entrare in una relazione ancora più profonda e appagante con i nostri animali abbiamo la necessità di sviluppare abilità empatiche, cioè allenare la nostra capacità di entrare in contatto con le emozioni che emergono nello scambio relazionale, accoglierle e comprenderle non subirle inconsciamente. Questo si traduce nella capacità di sviluppare consapevolezza, una parola che racchiude dentro di sé tanti significati e sfumature. Per consapevolezza si intende la capacità di essere presenti nel momento presente, di sviluppare uno stato di attenzione mentale che ci permette di essere connessi con ciò che succede dentro e fuori di noi. Essere presenti nel qui ed ora permette di sentire e comprendere le emozioni che emergono nella relazione con i nostri animali, comprendere come si sentono in una determinata situazione e come ci sentiamo noi rispetto ad essa.

Banalmente se siamo in passeggiata con il nostro cane e ogni volta che ne incontriamo un altro, il nostro esprime comportamenti aggressivi tirando al guinzaglio e cercando di attaccare l’altro animale, sviluppando consapevolezza ci accorgeremo che spesso questa dinamica viene scatenata proprio dalla nostra instabilità emotiva. Spesso succede che appena vediamo in lontananza una persona a il suo cane iniziamo ad irrigidirci, a tendere il guinzaglio e a proiettarci già nella situazione che vorremmo evitare, così aumenta l’ansia e la tensione emotiva. Il cane possiede un’innata sensibilità verso i cambiamenti del nostro stato emozionale e quindi percepisce chiaramente la situazione in cui siamo. Gli scienziati definiscono questo fenomeno con il nome di Contagio e Emozionale, descritto dagli etologi Preston e de Waal nel 2002 come “un’automatica ed inconscia condivisione emotiva dove non vi è mediazione cognitiva, né capacità di differenziazione tra la propria emozione e quella altrui”. Per cui il nostro animale nell’incontro con un altro si sentirà caricato della tensione emotiva da noi innescata, una tensione che preannuncia pericolo e appena lo individua nell’altro cane direziona li la sua aggressività, con l’intento di proteggerci e togliere di mezzo il problema. Tutto questo accade perché non siamo consapevoli di quello che si muove dentro di noi emozionalmente, non siamo presenti nel momento e inconsciamente provochiamo questa escalation di reazioni a catena, colpevolizzando poi il nostro cane quando tutto è partito da noi.

Ad oggi sappiamo da vari studi che i nostri animali assorbono non solo i nostri stati emotivi ma anche il nostro stress. In uno studio pubblicato nel 2019 da Sundman e colleghi è stato comprovato che i livelli di cortisolo a lungo termine nel cane e nel suo proprietario sono sincronizzati, per cui oggi sappiamo con certezza che il cane rispecchia lo stress del suo proprietario. Non solo è stato anche dimostrato che la personalità del proprietario ha un effetto significativo sull’espressione del comportamento animale. Per cui le persone estroverse, gentili, accoglienti, con bassi livelli di ansia e nevrosi, alta attenzione ai bisogni e alle esigenze dei loro animali, empatiche e con la capacità di essere presenti nella relazione in consapevolezza, hanno animali più felici e con meno disturbi comportamentali. Ovviamente ognuno di noi ha i suoi limiti e nessuno è perfetto, ma questi studi sono importanti per aiutarci a comprendere maggiormente le dinamiche alla base della relazione con i nostri compagni di vita a 4 zampe. Diventa quindi essenziale intraprendere una riflessione su noi stessi e su ciò che portiamo della nostra frenetica vita nella relazione con i nostri animali. Succede spesso che proprio grazie a loro iniziamo percorsi di crescita personale e rinascita, grazie alla voglia di migliorare la loro vita incominciamo a migliorare anche la nostra, portando così maggiore benessere condiviso nella nostra e loro esistenza.


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