Alimentazione etologicamente corretta

Il gusto dei cuccioli può essere modellato dalle scelte alimentari della madre?

Articolo a cura della Dott.ssa Ilaria Magnelli, DVM, MSc, CVA

Sapete che in ambito umano ci sono ricerche che dimostrano come gli aromi e gli odori di ciò che la madre mangia, si manifestano nel fluido amniotico e nel latte materno ((Bilko et al 1994; Hepper 1988)? La domanda che i ricercatori si sono posti di conseguenza è se la madre, attraverso le scelte alimentari, possa influenzare le scelte della dieta del nascituro. Sembrerebbe di si! Questo concetto si chiama “prenatale flavor learning” (apprendimento prenatale dei sapori).

Tale apprendimento prenatale è stato testato per abitudini alimentari positive. Ad esempio è stato somministrato alla madre del succo di carota prima della gravidanza, dopo, oppure non è stato somministrato. Si è così visto che i figli delle madri che avevano bevuto il succo di carota durante la gravidanza avevano maggior piacere, al momento dello svezzamento, di assumere cibo con questo sapore rispetto agli altri gruppi (Mennella et al 2006).
Quindi sembrerebbe che l’apprendimento prenatale dei sapori aiuti la scelta di un’alimentazione più salutare nei bambini, che perciò sono maggiormente portati a provare verdura e frutta allo svezzamento. Ma questo da solo non assicurerà che durante la crescita continuino a mangiare alimenti di alta qualità. (Ashman et al 2016).


Ma l’apprendimento prenatale vale anche per le cattivi abitudini alimentari?
Anche in questo caso le ricerche dimostrano di si!
Una ricerca svolta sui topi alle cui madri era stato somministrato alcool, mostra che i piccoli preferiscono l’odore dell’alcool a quello del liquido amniotico (Abate et al 2008).
Anche le ricerche sul junk food sono concordi nell’affermare che il consumo quotidiano di questo cibo da parte delle madri può influenzare le scelte dei topi nascituri (Bayol et al 2007). Inoltre comparati con cuccioli le cui madri mangiavano diete sane, questi hanno bisogno di più zuccheri o grassi per avere il solito rilascio di dopamina che fa essere questi cibi così piacevoli, alla stregua della dipendenza da droghe (Ong and Muhlhausler 2011; Gugusheff et al 2013).
Importante notare e sottolineare che in questi studi le madri hanno mangiato tutti i giorni quel determinato cibo, sia quello sano che quello insano, quindi la dose e la frequenza sono importanti.

Vi riporto queste ricerche per fare dei ragionamenti nei nostri cuccioli. Primo tra tutti l’ambiente della madre è fondamentale per la futura salute del nostro cane o gatto e abbiamo diverse prove scientifiche su come lo stress influenzi negativamente il nascituro, sia sui topi che nei vertebrati (Darnaudéry M1, Maccari S. 2008; Thayer ZM1, Wilson MA2, Kim AW3, Jaeggi AV4 2018). Tra madre e feto c’è un scambio d’informazioni. Se, ad esempio, la madre riceve carezze e coccole, i piccoli presentano una minor reattività agli stimoli una volta nati, rispetto ai figli di madre stressati che saranno più iperattivi.
Anche L’alimentazione fa parte dell’ambiente materno. Solitamente viene presa in considerazione solo dal punto di vista nutrizionale, ci si chiede cioè se si stanno fornendo i giusti nutrienti allo sviluppo del nascituro. Proviamo invece a pensare anche a quali informazioni la madre stia portando al nascituro. Oggi abbiamo imparato che trasmette un apprendimento dei gusti. Quale informazioni quindi portano le madri dei nostri pet riguardo alle scelte alimentari? Non ho risposta a questa domanda, ma l’interessante è porsi la domanda e riflettere sul fatto che in ambito umano si consideri che il flavor learning introduca i bambini alla cultura di determinati cibi. Se i bambini avranno una cultura di cibi fast food con grosse quantità di zuccheri e grassi, avranno un rischio maggiore di sviluppare diabete e obesità in età adulta.
Mi pongo la domanda visto che generalmente i nostri pet mangiano delle mono-alimentazioni. E’ vero che una crocchetta è composta da più alimenti cioè fibre, proteine e grassi, ma di un solo tipo, molto probabilmente con una solo proteina, con minima differenziazione di fibra, grasso di pollo o di salmone. Quali sono le conseguenze delle “monocolture” alimentari sulle scelte dei cuccioli e sulla loro salute futura? Se dessimo la possibilità ai nostri cani di scegliere cosa sceglierebbero?
Nella pratica spesso incontro cani che rifiutano determinati alimenti e in quei casi mi chiedo cosa avrà mangiato la loro madre e come sono stati svezzati. Saperlo apre delle strade nella ricerca del cibo che più preferisce o migliore per il soggetto. Perché se ogni animale ha i suoi gusti, più viene data la possibilità e maggiormente li sviluppa.

Perciò cosa possiamo fare noi proprietari di animali? Molto facilmente possiamo agire sulla madre che, come abbiamo visto, è la principale protagonista e trasmettitrice d’informazioni. Potremmo seguire il consiglio che viene dato alla madri in ambito umano di mangiare cibi il più possibile variati (nel loro limite culturale e geografico) e sani durante la gravidanza e l’allattamento. Cerchiamo di far si che la madre allatti, poiché anche il latte artificiale con il suo gusto insegna ai piccoli a cibarsi di cibi che hanno il solito sapore, che è molto differente dal sapore, diverso ogni giorno, del latte vero (Forestell CA. 2017).
Durante l’allattamento si può formare una memoria del gusto, inevitabilmente i piccoli dovranno avvicinarsi a cibi solidi di origine vegetale o animale. La ricercatrice Mennella afferma che questo processo di sviluppo possa agire in maniera da assicurare che i giovani mammiferi imparino non solo cosa mangiare ma anche come foraggiarsi. Uno dei primi processi di sviluppo (non l’unico) attraverso il quale i piccoli imparano riguardo le scelte alimentari della madre è attraverso i segnali di sapori trasmessi. A parità di tutti gli altri, questi sono i sapori e aromi associati ai nutrienti e agli alimenti a cui la madre ha accesso e con i quali il piccolo molto probabilmente avrà il suo primo contatto.
Oltre a questo possiamo cambiare la modalità di svezzamento dei cuccioli. Anche questo punto cardine per la futura salute dei bambini è stato messo in discussione. Finora durante lo svezzamento si evitava qualsiasi somministrazione di cibi allergizzanti, ma negli ultimi 30 anni le allergie in ambito umano sono andate esponenzialmente crescendo, così in ambito veterinario, portando a rivedere la modalità di svezzamento. Attualmente si consiglia di far entrare in contatto il bambino il prima possibile anche con cibi altamente allergizzanti, ma non sono stati determinati tempi e modalità ( Du Toit G1, Foong RX, Lack G2 2016).

Quindi nei mammiferi le esperienze sensoriali, cominciando molto presto nella vita, possono modellare e modificare le preferenze alimentari nell’adulto. Perciò abbiamo detto che si possono modulare le preferenze dei cuccioli, esponendoli ancora in utero ad una alta varietà di gusti che segnalino cibi salutari per la loro nicchia ecologica. Ricordiamoci che ci sono ricerche dove si dimostra che scelte alimentari di lupi e cani adulti non differiscano sostanzialmente e al tofu e alle crocchette preferiscano la carne e le salsicce ( AkshayRao, FriederikeRange, KerstinKadletz, KurtKotrschal,SarahMarshall-Pescini, 2018).

 


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