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maria cuteri logoArticolo scritto dalla dottoressa Maria Cuteri Medico Veterinario

 

La mia storia personale, come è normale che sia, passa da innumerevoli incontri che fortuiti non sono. Sono convinta che intuire la magia nascosta in questi sincronici accadimenti ci permetta di seguire direzioni che, altrimenti, non avremmo mai nemmeno immaginato.

Dopo diversi anni dalla laurea in veterinaria, sono giunta alla consapevolezza di quanto non fosse possibile continuare a lavorare come avevo fatto fino a quel momento. Sentivo di svolgere un lavoro tendenzialmente ripetitivo, dove a stento riuscivo ad esprimere la mia più vera essenza. Capivo che avrei dovuto semmai "specializzarmi" in un ramo della medicina. Mi rendevo conto che continuare ad occuparmi di tutti i casi clinici che giungevano in ambulatorio, non mi permetteva di entrare realmente in empatia con nessuno dei miei pazienti. Svolgevo quello che avevo pensato fosse il lavoro della mia vita, ma non ero sicura di avere trovato la direzione giusta. Demotivata e per inerzia seguitavo attraverso quella modalità di lavoro nell'indecisione, temporeggiavo aspettando di comprendere meglio da che parte andare. Ma è proprio così: quando l'alunno è pronto il maestro arriva!

Come primo passo verso un cambiamento di rotta, mi iscrissi ad una scuola triennale di omotossicologia. Da li in poi, avevo ufficialmente intrappreso un' altra modalità di cura, ma sentivo che non era ancora esattamente la mia strada. Ad ampliare ulteriormente le mie vedute, hanno contribuito i proprietari di un cane che avevo in cura, per la prima volta, mi accennarono alla biorisonanza!biorisonanza cane

Quell'incontro è stato indubbiamente il vero punto di svolta della mia professione; pur non conoscendo nel dettaglio sentivo un istintivo interesse ad approfondire. Risvegliato il mio entusiasmo ho subito compreso di poter trovare in essa quello che tanto cercavo. Avvicinarmi al concetto di energia come fonte primaria della vita acquisiva per me ulteriori significati. Grazie agli studi universitari in biochimica, ripresi anche nei corsi di omotossicologia, conoscevo bene il suo significato. La fisica quantistica basa tutte le sue ricerche su questo punto fondamentale e la branca della medicina ad essa collegata attinge a questi studi utilizzando l'energia a fini curativi. Queste teorie vengono da assai lontano: ancor prima di Einstein, Avicenna (980-1037) scriveva "il medico cura, ma guarisce la natura". Einstein ed il suo contemporaneo Gurvich, entrambi accademici, studiarono per gran parte della loro vita professionale, le connessioni tra materia ed energia.

Sono passati molti anni da quelle prime leggi della fisica, ci sono voluti molti decenni affinchè si comprendesse la possibilità di usare a scopo medico quei concetti. Probabilmente i primi che si sono messi a lavorare in questo campo hanno dovuto lottare con una mentalità farmacologica legata alla capacità indiscussa della chimica di interferire con la vita della cellula. Ad un certo punto, ed eccoci avvicinarci a noi, si è capito che questa modalità di cura poteva non essere l'unica, già nell'ottocento alcuni medici avevano approntato il loro intervento all'energia del corpo, parallelamente, e non a caso, nascevano l'omeopatia e i fiori di Bach. Attraverso questo grande balzo di conapevolezza ci troviamo in un altro campo dove non più si cerca di "azzittire" il corpo ma piuttosto di convincerlo alla guarigione ricordandogli le sue grandi capacità autocurative innate. Il prof. Kusselman scriveva: "L'abbassamento potenziale di energia nelle cellule somatiche, ha come conseguenza una carenza di ossigeno e di sostanze nutritive cellulare. Questo stato deficitario continua per un lungo intervallo, fino ad arrivare alla comparsa della malattia".

Lo stesso concetto sta alla base della medicina quantistica, ecco come ci si ammala ed ecco perchè diventa strettamente necessario lavorare in questa direzione per permettere la riconquista della salute. Si comincia ad intuire che reazioni di tipo biochimico in realtà sono connesse a reazioni di tipo biofisico. La disgregazione elettro-chimica-cellulare dovuta ad una carenza di informazioni e di circolo di energia tra i vari livelli dell'insieme costituito dalla sfera mentale, emotiva e corporea è la vera causa che porta poi alla malattia. Con la medicina quantistica nascono apparecchi adatti alla misurazione di queste alterazioni di equilibrio integrando la spiegazione di fenomeni biologici con scoperte inerenti ai campi biofisici informazionali, elettrici e magnetici. E' possibile misurare questa energia in frequenze, rilevarle e, se mostrano incongruenze, correggerle.

La medicina quantistica ci viene in aiuto anche nella prevenzione, in quanto valutare nello stato iniziale una sofferenza cellulare ci permette di evitare che altre ne vengano coinvolte e quindi a sua volta anche l'organo di appartenenza. Se il lavoro energetico di una cellula è compromesso inevitabilmente lo trasmetterà a quelle immediatamente adiacenti e così a loro volta. Arrivare in anticipo ci permetterebbe di risolvere più facilmente le problematiche di salute, è chiaro che se un organo è molto compromesso risulta più difficile conquistare la totale guarigione. Trovare la chiave di lettura dei sintomi ed usarla ci permette di riportare un organo sul suo fisiologico livello vibratorio. Uso come esempio un coro, se un elemento stona è il maestro che, ascoltandolo, lo corregge riportando il suo suono alla giusta nota. L'aver ricreato armonia nelle frequenze dell'organismo permette la regressione della malattia in maniera più o meno veloce in base alla sua gravità. Proprio per svolgere questo lavoro di ricerca e di correzione dell'energia cellulare sono nati negli anni diversi tipi di apparecchi.

Tutti questi strumenti hanno in comune un intervento di biofisica atto alla veicolazione a livello cellulare di informazioni mancanti, sotto forma di frequenza di energia idonea a ristabilire l'equilibrio perduto. Le cellule hanno la capacitò intrinseca di risuonare, obbedendo a sollecitazioni di campi elettromagnetici esterni. Per rendere più chiaro il valore che questa branca della medicina può apportare nella diagnosi e poi anche nella cura delle malattie, vi descrivo in breve un caso clinico che, nonostante la nebulosità della situazione, sono riuscita a risolvere utilizzando la biorisonanza.

Una mia cliente aveva un cane samoiedo femmina, non più giovanissima. Laika aveva molti sintomi riferibili ad un ipotiroidismo ma gli esami del sangue non segnalavano alterazioni dei valori di riferimento degli ormoni tiroidei. Siccome tutti i suoi malanni le impedivano di vivere dignitosamente decise di farmela testare per capire il motivo che stava alla base del suo malessere. Nonostante le cure per i vari problemi di salute, la sua condizione migliorava solo per brevi periodi. Dal mio test di biorisonanza compariva senza ombra di dubbio che, nonostante i test ormonali fossero nei limiti dei valori di riferimento, Laika aveva un'ipofunzione della tiroide. Abbiamo deciso insieme di sottoporla ad alcune terapie frequenziali per correggere la funzione dell'organo malato e in pochissime terapie scomparvero tutti i sintomi.

Se non avessimo deciso di testarla probabilmente la sua situazione sarebbe peggiorata a tal punto che anche gli esami avrebbero confermato il danno ormonale. Cerco sempre di far capire che una "vera" prevenzione non può che passare attraverso questi canali che scoprono il danno quando ancora non è clinico. Condurre la cellula alla guarigione è molto più veloce e semplice se interveniamo nei primissimi stadi quando vi è solo un'alterazione a livello energetico.

Ecco come la medicina quantistica potrebbe integrarsi a quella convenzionale, dove si cura il danno quando oramai è visibile! Queste apparecchiature non invasive e prive di effetti collaterali potrebbero essere usate come un'ottima modalità per fare prevenzione. E perchè no! anche per la cura di tutte quelle patologie croniche che rappresentano delle sconfitte per la medicina convenzionale. Mi riferisco a quell'ampia schiera di malattie considerate "non Guaribili", ma solo curabili come le allergie, le malattie autoimmuni, quelle metaboliche, le artrosi etc... Per mia esperienza personale, dopo quindici anni di lavoro con la biorisonanza, posso tranquillamente affermare che questa tecnica di cura mi ha permesso di vedere i miei pazienti tornare alla piena salute! Scriveva il dottor Umberto Grieco nel suo libro "l'uomo bioelettromagnetico": Rammentiamoci che la guarigione e la salute, per qualsiasi via si perseguano, sono sempre un trionfo per la "Medicina".

 

Revisione editoriale a cura della Dott.ssa Cinzia Ciarmatori Medico Veterinario