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il libro nero dei veterinari

Prefazione di Stefano Cattinelli (medico veterinario omeopata)


Quando Macro edizioni mi ha chiesto di curare l'edizione italiana di questo libro, ho notato subito il forte impatto del sottotitolo: La medicina che fa ammalare gli animali.

 

C'era sicuramente qualcosa, in questo libro, che mi riguardava da vicino.
Così mi sono fatto tradurre una parte importante del libro, prima di decidere.

Nella traduzione completa ho potuto così apprezzare maggiormente l'opera della collega Jutta Ziegler.
Già nella prefazione Jutta mette in chiaro le cose: "Io attacco, dice, quelle colleghe e quei colleghi che sfruttano senza scrupoli l'amore che i clienti nutrono per i loro animali, che incutono loro le peggiori paure per poi fare agli animali tutto il possibile, anche se sbagliato o inutile".

 

Non che, per fortuna, Jutta entri in polemica riguardo agli errori diagnostici o terapeutici.
"Piuttosto desidero scoprire i malfunzionamenti che quotidianamente, mille volte al giorno avvengono negli studi veterinari, a causa di ignoranza, incompetenza e truffa intenzionale (!)".

 

Questo libro, dunque, svela i meccanismi nascosti, ciò che non funziona, nella relazione tra il professionista e il cliente: scopre i malfunzionamenti.

 

Mi ricordo che da bambino avevo sempre la tendenza a smontare i vecchi apparecchi elettrici (radioline, piccoli elettrodomestici, orologi, ecc.) per vedere come erano fatti dentro. Poiché erano apparecchi vecchi o rotti, cercavo il motivo del loro malfunzionamento.

 

Raramente ne capivo qualcosa perché non avevo l'adeguata esperienza e mi mancavano i dati conoscitivi per capire esattamente quello che stavo facendo. Difficilmente, quindi, ero in grado di rimetterli a posto.
Quello che rimaneva dell'apparecchio erano sempre viti, fili e pezzi di plastica  sparse per la stanza.
Il mitico "Meccano" riusciva poi a conciliare questa mi parte "distruttiva" con quella parte di me che voleva creare il nuovo a partire dal Caos.

 

Ho deciso di accettare l'incarico datomi dall'editore perché ho ritrovato in Jutta questa mia stessa predisposizione e quindi ho capito che questo testo non mi riguardava da vicino solo in quanto veterinario ma più ancora nell'attitudine a cercare continuamente di capire, prima di tutto, come, i meccanismi che mal funzionano, sono fatti. E solo successivamente di aggiustarli.

 

E' per via di questa attitudine che viene sempre da fermarsi davanti ad ogni singola  rotellina dell'ingranaggio per porsi sempre le stesse domande: come è fatta? A cosa serve? E se si provasse a toglierla, cosa succederebbe?

 

È un'attitudine naturale dell'essere umano quella di ricercare senza sosta il senso delle proprie azioni.
Quello che mi pace di più di questo libro è che è il risultato di una ricerca.
Trent'anni di osservazioni meticolose, di scelte, di correzioni, di aggiustamenti, di dubbi, ancora di scelte e ulteriori osservazioni.

 

Sulla mia posta elettronica di qualche giorno fa mi è arrivata la pubblicità di un convegno  di chirurgia dove si dava grande risalto ad un collega straniero che aveva inventato una nuova tecnica chirurgica: "Ah guarda, pensai, questo tizio mi fa vedere questa sua nuova tecnica chirurgica per guarire meglio gli animali che hanno questi problemi. Bello!
E' un tipo in gamba, visto che fa il chirurgo da trent'anni, e questa tecnica mi sembra che realmente porti beneficio agli animali ammalati.
Lo stesso ragionamento lo possiamo fare con Jutta.

 

Non ci sono differenze riguardo all'attitudine di ricercare quello che può far stare bene i nostri animali.
La differenza sta solo nella direzione della ricerca, e questa è esclusivamente individuale.
Un collega dedica tutto il suo tempo a esplorare l'occhio, un altro l'orecchio, un altro la riproduzione, un altro ancora la pelle.

 

Jutta ha dedicato tutto il suo tempo a cercare il benessere per gli animali nel lungo tempo.
È dunque una ricerca che ha un valore ancora più grande perché non risolve solo un piccolo o grande problema che l'animale può manifestare in qualche momento della sua vita.

 

Jutta pensa al benessere dell'animale nel divenire del tempo.
Come fanno gli animali a stare bene e per più lungo tempo possibile?
Questo potrebbe essere il titolo della sua ricerca.

 

I risultati di questa ricerca sono chiari.
Smetterle di somministrare alimenti industriali, vaccinare il meno possibile, usare il meno possibile farmaci chimici che "sopprimono" i sintomi come antibiotici, cortisonici, vermifughi e psicofarmaci, ed eventualmente usare rimedi omeopatici.

 

Che dire, una piccola grande rivoluzione!
La dottoressa Ziegler è consapevole che la pubblicazione di questa ricerca creerà un certo scompiglio tra i colleghi.

 

Anzi, questo scompiglio lo vuole proprio creare! perché, come afferma nelle ultime pagine "il senso e lo scopo di questo libro è quello di smascherare ciò che non va e di proteggere i nostri animali da inutili procedure diagnostiche, interventi e trattamenti nocivi".

 

Molti anni fa quando aveva iniziato già da parecchio tempo a mettere fortemente in discussione la prassi delle vaccinazioni, un giorno mi capitò di chiacchierare, fuori dal suo ambulatorio, con una collega.
Mentre stavo aspettando che la collega finisse l'ultima visita, avevo casualmente ascoltato la conversazione tra lei e la sua cliente riguardo alla necessità di vaccinare il gatto della donna; sentivo che la signora le raccontava che il gatto non usciva mai di casa e che la collega le illustrava le potenziali malattie che le scarpe della donna avrebbero potuto veicolare al suo micio.
Quando la collega uscì e fummo da soli, nella mia ingenuità, le chiesi come mai vaccinava i gatti che non uscivano mai di casa e lei, con tutta franchezza, mi rispose: "Ma io ho tre figlie".

 

Per me fu molto importante sapere cosa pensasse quella collega sulle vaccinazioni perché mi aiutò a capire la diversità di approccio esistente all'interno della nostra categoria.
Così iniziò a maturare in me l'idea che sì eravamo un'unica categoria, ma che questa categoria era anche fatta da migliaia di approcci e idee diverse.

 

Nelle scienze naturali e sociali, come nella statistica, per spiegare la complessità dei fenomeni come la diversità di opinioni e di esperienze all'interno della categoria dei veterinari, o di qualunque altra categoria esistente (gli idraulici, i panettieri, i medici) si usa un modello semplice che viene chiamato la campana di Gauss, il quale definisce la distribuzione normale caratterizzata dalla funzione di densità di probabilità.

 

In altre parole sotto questa campana ci possiamo mettere qualunque categoria; al centro, nella parte più ampia della campana, troveremo una altissima percentuale di persone che la pensano in maniera pressappoco simile e ai due estremi della campana, ai bordi, due categorie che la pensano in maniera diametralmente opposta.

 

Per fare un esempio semplice e pratico, anche tra i movimenti politici possiamo riscontrare tale distribuzione: esiste un centro, formato da un centro-destra e un centro-sinistra; questi movimenti di pensiero sono al centro della campana. Più ci si sposta verso i bordi della campana più le posizioni sono nette e dunque avremo la destra e la sinistra. All'estremità dei bordi c'è l'estrema destra e l'estrema sinistra.

 

Jutta divide quindi i veterinari in tre categorie: quelli che stanno al centro, sotto la campana, quelli che stanno vicino al bordo da una parte e quelli che stanno vicino al bordo dall'altra parte.
Il punto di partenza dell'analisi contenuta in questa ricerca è, e rimane, il benessere e la salute dei nostri animali. Non dimentichiamolo!

 

È indubbio che nella relazione con il cliente il professionista è consapevole di avere il coltello dalla parte del manico. Come professionista ha il potere di dire o non dire una cosa, di affermare una verità o di tacerla. Di indirizzare il cliente verso una parte piuttosto che un'altra.

 

La campana di Gauss, con i suoi tre gruppi, mostra che, in base a quello che dice o non dice o propone o non propone il professionista, cambia il livello di benessere dell'animale.
Molto interessante. Per tutti. Veterinari e non.

 

Perché il libro, alla fine, è rivolto soprattutto alle persone che vivono con un animale. Poi, siccome ogni persona che ha un animale deve, prima o poi, andare dal veterinario, ecco che riconoscere i meccanismi che legano il professionista al cliente, e viceversa, diventano una parte davvero essenziale.

 

Ma torniamo ai nostri gruppi.
Sotto la campana c'è il gruppo più numeroso che la Jutta definisce come gruppo “che si limita a comportarsi così come ha imparato a suo tempo o così come fanno "gli altri"".
È indubbiamente formato dalla maggioranza dei componenti della categoria: si vaccina sempre perché le vaccinazioni risultano essere anche una parte importante della propria economia; si vaccina anche se l'animale è anziano, se il gatto vive in casa, se i rischi di malattia sono minimi o se si sa che la stimolazione anticorpale dura molti anni. E anche se quello specifico animale ha reagito male alla vaccinazione.

 

Anch'io, come la collega Ziegler, sono molto frequentemente testimone di "accanimenti" vaccinali o terapeutici al di là di ogni comprensione.
Il veterinario esperto in omeopatia rappresenta la via di fuga naturale di ogni persona che con la medicina tradizionale, quella scientifica, non si è trovata bene; di conseguenza “noi" omeopati siamo gli osservatori privilegiati dei malfunzionamenti della medicina veterinaria.
I colleghi dovrebbero ringraziarci per questo e invece a mala pena riconoscono l'oggettività dei nostri successi terapeutici.

 

Questa affermazione nasce dall'esperienza personale perché  è un fatto che in più di vent'anni di lavoro professionale con le medicine complementari, (Omeopatia, Fiori di Bach, Omotossicologia, e Medicina Antroposofica), nella mia città e in regione, non ho ancora trovato nessun collega che riconoscendo i limiti dei suoi interventi scientifici e, per amore nei confronti dell'animale, mi chiedesse una collaborazione.

 

In generale la medicina veterinaria non è favorevole alle medicine complementari.
Chi sta sotto la campana pensa e fa quello che pensano e fanno gli altri.
La paura di perdere un cliente è spesso maggiore della gioia di vederlo guarire.

 

Poi c'è l'altro gruppo, sotto uno dei bordi della campana, quello "cinico e corrotto" che è perfettamente consapevole del ruolo di potere che il camice bianco gli conferisce e che nell'esercizio del suo potere ha sostituito l'etica con la moneta.
Mi ricordo che all'inizio della mia carriera prendevo parte, a rotazione, al servizio di guardia medica notturna e festiva.  

 

Essendo formata da vari colleghi, alle riunioni per decidere i turni, spesso ci si scambiava le opinioni sui casi che si erano visti nel periodo precedente. Il modo di fare di un collega, in particolare, attirava sempre la mia attenzione.
Mi ricordo, un esempio che se vogliamo racchiude in sé l'essenza del terzo gruppo, che il collega raccontava come era riuscito a mettere in sequenza: radiografia, ecografia, anestesia, analisi del sangue ed elettrocardiogramma e terapia antibiotica... per un gatto con un ascesso. Con relativi costi del servizio notturno.

 

Chi avrebbe potuto dirgli che sbagliava? È meglio fare tutto il possibile per quell'animale...
Solo che se al cliente capita di andare da un collega che sta dall'altra parte della campana, dal lato opposto, molto probabilmente con tre granuli di Hepar Sulfur 5 CH l'ascesso sarebbe guarito ugualmente.

 

E allora dove sta il senso?
Il senso è nella scelta!
E come si fa a scegliere?

 

Nell’ultimo capitolo di questo libro c'è un elenco di situazioni oggettive nelle quali il cliente, dalla presentazione della sala d'attesa al modo di fare del veterinario, può capire chi ha di fronte.
E non è poco.

 

C'eravamo dimenticati del terzo gruppo, quello dell'altro bordo della campana.
Ah, sì... in fondo penso che questo libro sia proprio rivolto e dedicato anche a loro; a quei veterinari che non vendono cibo industriale né lo consigliano; a quei colleghi che vaccinano il meno possibile e che conoscono molte strategie terapeutiche oltre il "solito" cortisone ed antibiotico.

 

A quei colleghi, giovani, che stanno iniziando ad esercitare  la professione  e che si domandano che tipo di veterinaria vorranno costruire.
Questo libro è dedicato a loro, che sono la speranza di una veterinaria diversa.
Grazie Jutta per la preziosa testimonianza.
Buona lettura.


Stefano Cattinelli
(medico veterinario omeopata)
Responsabile del percorso di Dinamica Emozionale Uomo-Animale-Uomo
www.stefanocattinelli.it
www.impronteconlanima.it

Il Libro Nero dei Veterinari
La medicina che fa ammalare gli animali
€ 12.9