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Articolo di Maura Gazzotti, educatore cinofilo in collaborazione con Pietro Venezia, medico veterinario

Vedere il proprio cane invecchiare è una esperienza toccante, con emozioni contrastanti, una grande tenerezza , accudimento, cura, ma anche il senso della fine che inesorabilmente si avvicina ed è tangibile dal rallentamento…

Cambiano i ritmi, le modalità, i bisogni e ci troviamo inevitabilmente a dover modificare la nostra vita, a rallentare, a privarci di abitudini consolidate, in cui il nostro amico con la coda, era attore protagonista insieme a noi. Per contro, aumenta l'accudimento, il prendersi cura e questo spesso annulla il peso dei sacrifici necessari.

Un animale anziano diventa una esperienza molto diversa rispetto a quella che abbiamo vissuto fino a questo momento e noi, in qualche modo, anche se non siamo pronti e non avevamo fatto i conti con questi cambiamenti, dobbiamo adeguarci a questa nuova velocità.

È un impegno, il nostro vecchietto, ha bisogno di più attenzioni, cerca più supporto dalla famiglia; come tutti gli anziani, torna un po' bambino.

I cani sono maestri nell'essere collaborativi, anche da anziani, mettono tutte le energie possibili per fare cose con noi ma è nostro dovere calibrarci alle nuove esigenze: un cane anziano dorme molto di più, con tutta probabilità ha qualche dolore articolare, calo della vista e dell'udito ma non per questo va “pensionato”.

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Stato fisico e flessibilità cognitiva, cambiano, generalmente il cane diventa più schematico, un po' rigido e polemico, pretenzioso, legato a luoghi e orari.

Ma cosa è l’invecchiamento? Una progressiva diminuzione delle capacità dell’organismo a rispondere in modo adeguato alle domande dell’ambiente in cui il cane si trova a vivere.

È definito come un complesso processo biologico caratterizzato da una progressiva ed irrimediabile modificazione dei tessuti delle cellule dell’intero organismo che può esitare nella ridotta capacità a mantenere l’omeostasi, determinando alterazioni emozionali, cognitive e comportamentali, oltre che alla comparsa di veri e propri segni clinici.

Le modificazioni a livello dei sensi e di sistema nervoso possono portare a una reattività minore (fisica e cognitiva), aumento delle vocalizzazioni, irritabilità, aggressività, alterata risposta emozionale, aumento della paura e ansia, alterata interazione con l’ambiente, modificazione ciclo sonno veglia, apatia, letargia, minor capacità di apprendimento, riconoscimento e memoria, declino cognitivo, disorientamento, confusione, eliminazioni inappropriate, oltre a tutte le variazioni di carattere fisico relative all’invecchiamento.

Va detto che non potendo definire l’invecchiamento una patologia, non lo si può “curare” ma rallentarne l'avanzamento, definendo un percorso insieme al Medico Veterinario.

Se siamo tra quelli (e noi lo siamo) che desiderano essere a completo sostegno del nostro cane verso il suo percorso di invecchiamento, potremo aiutarlo sia dal punto di vista fisico in accordo con il nostro Medico Veterinario (alimentazione e supporto a qualsiasi problema insorga), sia dal punto di vista emozionale e della quotidianità che inevitabilmente dovrà essere modificata.

L’arricchimento ambientale svolge un importante supporto al ritardo del declino cognitivo.

È opportuno mantenere la routine giornaliera per i pasti, le uscite, il riposo ecc,

Le passeggiate non dovranno diminuire nel numero ma nella modalità: più brevi, più lente, tutelanti verso stress troppo intensi e non più sostenibili. Si dovrà evitare l'isolamento da persone, altri cani, che però andranno scelti con cura per non obbligarlo a situazioni che lo potrebbero mettere in difficoltà. Dovremo ricalibrare tutto in base alle capacità psico fisiche del cane.

I canili sono pieni di cani anziani rinunciati, perchè non rispondono più alle aspettative e abitudini della famiglia o perchè non più utili alle mansioni per cui sono stati presi (guardia, caccia ecc).

Sembra difficile da credere, eppure chi vive la realtà dei canili sa bene di cosa parlo, cani di 10-12 anni, magari con una patologia insorta, spese da sostenere, tempo ed energie da impiegare maggiormente, portati al canile perchè ormai “inutili” o “ingestibili”.

AAA050 19aprile02Maura Gazzotti 2Se l'essere separati dalla famiglia è sempre un evento straziante, lo è ancora di più per un anziano, che chiederebbe solo di essere sostenuto, dopo una vita di amore incondizionato donato.

Dal punto di vista emozionale, il gruppo famiglia deve innanzitutto acquisire consapevolezza e conoscenza di quello che sarà il processo di invecchiamento e mettere in atto una vera e propria “terapia famigliare”

Il concetto “The brain you use it or lose it” (il cervello lo usi o lo perdi) spiega bene che il mantenimento, o quanto meno il rallentamento del deterioramento delle capacità cognitive, è determinato dal mantenere il cervello in funzione, stimolato, se pur con attività consone allo stato del cane.

Il gioco è elemento importantissimo, come l’utilizzo del senso dell’olfatto legato ai ricordi, stimolare questa associazione è utilissimo in vecchiaia, sopratutto nel cane, la cui corteccia cerebrale, in relazione alla percezione olfattiva, è più estesa e sviluppata rispetto a quella dell'uomo.

Il senso dell'olfatto è l'unico (in relazione ai feromoni), che agisce direttamente sulla corteccia e sull'amigdala legata strettamente alle emozioni.

Il tempo che dedichiamo al nostro cane anziano, sicuramente molto diverso rispetto al passato, ha una importanza fondamentale per l'animale e per noi, è un tempo di maggior qualità, intensità, un tempo delicato e sottovoce, fatto di pazienza e grande amore, un prendere per mano e cercare di rendere gli ultimi anni sereni e indimenticabili.

La mia famiglia ha molte zampe, ogni componente dei bisogni, ma gli anziani hanno la precedenza.

Ho appena perso la migliore amica che io abbia mai avuto, Birke, una bellissima Flat coated retriever che mi ha accompagnato per 12 anni.

12 anni di grandi cambiamenti, crisi, crescita, 12 anni in cui non ci siamo mai separate e a varie velocità abbiamo camminato fianco a fianco anche quando il percorso è stato difficile.

Al suo stato fisico da sempre delicato, ha sopperito con la sua forza interiore che ha tenuto insieme l'intero sistema con una forza e una centratura che ho visto raramente in altri individui.

Birke mi ha insegnato molte cose, mi ha resa una persona migliore, mi ha sempre sorriso, amata di un amore incondizionato anche quando la mattina ero spettinata e scorbutica, lei era un cane giusto e forte, una amica sincera.

Il suo percorso di vecchiaia è stato lungo, 3 anni di delicatissimi equilibri che insieme al nostro amico Medico Veterinario, abbiamo cercato di sostenere, 3 anni in cui tutti i ritmi si sono modificati, la casa, il cambio dell'auto per le sue esigenze, l'assenza di escursioni troppo faticose, la ricerca di punti di accesso ai fiumi e laghi (la sua vera passione) vicini ai parcheggi, per non farla affaticare, le ore passate in riva all'acqua, fermi, semplicemente per farle vivere il suo ambiente preferito, la dieta particolare, i momenti fissi della giornata per la preparazione dei suoi rimedi e terapie, il chiedere continuamente scusa agli altri cani più giovani per non poter fare quello che avrebbero voluto fare, dire loro, continuamente “arriverà il vostro momento”. Il momento della buonanotte, nella cuccia ortopedica, di fianco al mio letto, i risvegli quando sentivo i suoi lamenti.

Fino a quando, stanca di non essere più dignitosamente auto sufficiente, troppo orgogliosa per farsi vedere fare pipì su un pannolone assorbente, troppo riservata per permettermi di pulirla, nella notte, per terra, con me al suo fianco su una cuccia, se ne è silenziosamente andata, lasciando un vuoto impossibile da raccontare.

Questo percorso di accompagnamento a fine vita è stato feroce, doloroso, pieno di fluttuazioni emozionali, ma da un certo punto di vista, è stato tutto dolorosamente perfetto, esattamente come desideravo, quando negli anni, pensavo con tristezza a quando sarebbe arrivato il momento.

Accompagniamo quindi il nostro fedele compagno di vita, in questo delicato percorso, sopratutto emozionale, in cui la famiglia, l'affetto, le emozioni positive, la pazienza, sono fondamentali e rassicuranti.

Qualche sacrificio vale la dedizione che ci ha dimostrato in gioventù, qualche ora in più vale l'amore incondizionato che ci ha donato nel percorso di vita al nostro fianco.

Aspettateli…