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Di Matteo Gandi, educatore cinofilo e Ilaria Magnelli medico veterinario omeopata

Che esperienza fantastica quando un cane entra nel nostro nucleo familiare!

Un legame che si è co-evoluto in migliaia di anni, portando alla nascita di una nuova specie, il “Canis familiaris”, poi selezionato nelle centinaia di varietà che oggi conosciamo.

L’uomo e il cane, due specie differenti, hanno stretto un forte legame e forse lo sforzo maggiore è sostenuto proprio dal cane, nel tentativo di comprendere il nostro mondo e il nostro linguaggio.

Un linguaggio fatto principalmente di scambi verbali, così diverso da quello del cane, il quale è immerso nel suo mondo comunicativo fatto di odori, suoni e di modi di occupare lo spazio.

Il cane come lo conosciamo noi oggi in parte si è evoluto ed in parte è stato selezionato nei secoli per scopi utilitaristici ed è giunto a noi in forme, razze, morfologie e motivazioni diverse.

Quando un cane entra nella nostra famiglia dobbiamo prenderci il piacevole onere di pensare al suo benessere cercando di capire non cosa sia, ma chi sia, di considerarlo come un individuo che porta con sé una propria storia ed una propria eredità genetica.

barboncino cacciaSe scegliamo di accogliere un cane sarà necessario informarsi sulla storia (della razza o, se meticcio, del singolo soggetto) per meglio capire quali siano i suoi bisogni e quali suoi comportamenti siano normali espressioni della sua eredità genetica, della sua individualità e le sue motivazioni di razza.

Se ci siamo lasciati affascinare da un maestoso San Bernardo, da un piccolo Chihuahua o un elegante Levriero, dobbiamo sapere che l’uomo ha effettuato un processo artificiale di selezione che ha portato ognuno ad avere caratteristiche di razza differenti. Ad esempio, un bellissimo Maremmano (un guardiano degli armenti) potrebbe non avere una grande tolleranza alle manipolazioni, in quanto selezionato per restare mesi isolato con le pecore al pascolo. Oppure un piccolo e tenero Terrier non sarà un soprammobile in sala ma sarà un coraggiosissimo cane da caccia in tana. O ancora, un fantastico Labrador sarà sempre un bravissimo cane da caccia da riporto.

Le motivazioni di razza portano il cane ad avere bisogni e comportamenti da soddisfare che lo gratificano e spesso capita che si scontrino con le nostre aspettative, portandoci allo sconforto. Immaginiamo di avere un Segugio. E’ naturale che non ci dia retta quando stiamo facendo una bella passeggiata all’aria aperta: è troppo preso dall’annusare a terra, avvolto nel suo mondo coinvolgente di profumi e odori portatori di interessanti notizie.

Dobbiamo prenderci la responsabilità di informarci, studiare, conoscere il nostro cane, perché non esiste cosa più’ bella che osservare quel segugio che fiducioso della nostra vicinanza si immerge nel suo mondo.

Matteo GandiQuesta è la mia esperienza nata dalla ricerca del benessere animale ed ho fatto mie queste parole: “Amare un animale: conoscere il suo etogramma e le sue necessità, contenere le nostre aspettative, concedergli la libertà di esprimersi, specialmente in senso relazionale”. (M. J. Riboldi)