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articolo a cura di Matteo Gandi, educatore cinofilo e Monica Premoli, Medico Veterinario esperta in Medicine Complementari

I cani: un mondo fantastico!

Oltre a bisogni fisici da soddisfare e grandi corse nei prati, sono molto più!

Quante volte ci vengono raccontate storie di animali che ci lasciano senza parole, di gesti che riempiono di grandi dubbi su chi siano gli Anima-li?

A questo proposito vorrei raccontarvi del nostro ultimo viaggio, mio e della mia compagna, assieme ad Halma e Giorgio.

Ci siamo diretti in Toscana, spinti dalla curiosità dei racconti di un’amica archeologa che ci ha parlato di tombe pre-etrusche e antichi santuari naturali.

Eravamo armati solo delle coordinate di questi luoghi interessanti, ma Halma e Giorgio sembravano seguire, in mezzo alla fitta boscaglia, qualcosa che non erano odori.AAA054 19maggio02 Matteo Gandi

Articolo scritto dal Dott. Stefano Cattinelli Medico Veterinario

Ti auguro una strada da percorrere giorno dopo giorno, con grande calma interiore, senza quella strana esitazione che a volte ci prende.
Ti auguro di imparare a riconoscere la bellezza in ogni cosa, l'armonia nella natura, la poesia nella vita."

Stephen Littleword

Quando parliamo di accompagnamento empatico alla fine della vita del nostro animale significa che abbiamo scelto di non praticargli l’eutanasia ma di dargli la possibilità di morire spontaneamente da solo, quando vuole.

“Da solo e quando vuole” significa che non ci sarà nessun aiuto farmacologico o rimedio omeopatico che anticiperà la sua morte ma che sarà lui a scegliere quando morire.

Ci tengo a sottolineare questo passaggio perché troppe volte vedo che l’accompagnamento empatico viene confuso con un percorso che finisce inevitabilmente con l’eutanasia.

No! L’accompagnamento empatico non finisce con l’eutanasia.accompagnamento empatico  Stefano Cattinelli

Articolo scritto dal Dott. Simone Erriquez, medico veterinario

Avanza il progetto Rete di Reti. “È un ecosistema di reti e soggetti diffusi sul territorio italiano che già si occupano di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Perché una rete di reti? Di fronte alla complessità e all'urgenza dell'attuale crisi sistemica l’esperienza di ciascuno degli aderenti rappresenta una forma di resistenza ed azione creativa, che tuttavia copre solo una piccola porzione del reale. Per questo è necessario un confronto sempre più ampio tra di essi e un appello all'intelligenza collettiva”. Così cita parte del manifesto ultimato nell’incontro di febbraio 2019, “ci rivolgiamo a tutte le reti e i soggetti attivi nel mondo del cambiamento per svolgere un ruolo di coordinamento e supporto, fare da ponte tra realtà territoriali e internazionali e far lievitare le utopie concrete. Vogliamo creare un laboratorio aperto di pensiero e sperimentazione, capace di rafforzare l’azione di ciascuna rete intorno a una comune voglia di cambiamento”. Partito nel luglio 2017 il progetto Rete di Reti (RdR) si pone l’intento di espandere le radici in terreni che possano accogliere il bisogno di agire per la crescita di una “società più equa, serena, autonoma e sostenibile”, fornendo una possibile alternativa alla carenza di valori che caratterizza questo periodo storico.

Reti

Articolo di Maura Gazzotti, educatore cinofilo in collaborazione con Pietro Venezia, medico veterinario

Vedere il proprio cane invecchiare è una esperienza toccante, con emozioni contrastanti, una grande tenerezza , accudimento, cura, ma anche il senso della fine che inesorabilmente si avvicina ed è tangibile dal rallentamento…

Cambiano i ritmi, le modalità, i bisogni e ci troviamo inevitabilmente a dover modificare la nostra vita, a rallentare, a privarci di abitudini consolidate, in cui il nostro amico con la coda, era attore protagonista insieme a noi. Per contro, aumenta l'accudimento, il prendersi cura e questo spesso annulla il peso dei sacrifici necessari.

Un animale anziano diventa una esperienza molto diversa rispetto a quella che abbiamo vissuto fino a questo momento e noi, in qualche modo, anche se non siamo pronti e non avevamo fatto i conti con questi cambiamenti, dobbiamo adeguarci a questa nuova velocità.

È un impegno, il nostro vecchietto, ha bisogno di più attenzioni, cerca più supporto dalla famiglia; come tutti gli anziani, torna un po' bambino.

I cani sono maestri nell'essere collaborativi, anche da anziani, mettono tutte le energie possibili per fare cose con noi ma è nostro dovere calibrarci alle nuove esigenze: un cane anziano dorme molto di più, con tutta probabilità ha qualche dolore articolare, calo della vista e dell'udito ma non per questo va “pensionato”.

AAA050 19aprile02Maura Gazzotti1

L’asino: compagno di avventure accogliente e affidabile

Erano giornate di preparazione in tutti i sensi. L’aria era carica di emozione, la primavera era pronta a esplodere nelle sue fioriture e le foglie premevano nelle gemme per vedere il sole; anche Lucio, 13 anni, si stava preparando all’evento e non faceva che chiedere alla madre quando sarebbe arrivato il momento di raggiungere Miria.

asini e bambini