Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookies necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookies.

user_mobilelogo

Qui trovi il veterinario giusto per te:

Veterinari esperti in:

Prossimi Appuntamenti

 

iscriviti alla nostra newsletter

* indicates required

Articolo scritto dal Dott. Stefano Cattinelli Medico veterinario omeopata

Alimentazione naturale cani gattiUna volta non esistevano né le crocchette né le scatolette; sono un’invenzione moderna.

Qualcuno potrebbe dire: sì, ma una volta i cani e i gatti avevano più problemi e morivano prima. Noi veterinari vediamo che, in generale, gli animali hanno molte più malattie di un tempo.

Qualcuno potrebbe dire: si, ma la possibilità di diagnosticare le malattie, di dargli un nome e cognome attraverso le analisi e i mezzi diagnostici, ci ha fatto scoprire molte malattie che una volta non si conoscevano. Non cambia…noi veterinari vediamo, in generale, che gli animali hanno più malattie di un tempo.

 

 

Quando un animale soffre di una malattia cronica la prima cosa da fare è cambiargli la dieta e portarlo verso un’alimentazione naturale, fresca e varia; questo è quello che i veterinari di Armonie Animali consigliano perché hanno visto, nella pratica clinica, che una sana e bilanciata alimentazione ha già di per sé un valore terapeutico.

Il cibo può curare o può far ammalare.
Ma il cibo può anche semplicemente mantenere sano un animale che è già sano.

Come fare? Come imparare a somministrare i giusti alimenti, nelle giuste quantità e proporzioni?
E soprattutto: posso dare quello che mangio io? Quello che mi avanza? Quello che normalmente butto via?

Gli scarti di cucina sono davvero una preziosa risorsa alimentare per i nostri amici animali!

Ovviamente ci sono scarti e scarti.
Non stiamo parlando di quello che ci rimane nel piatto che, quasi sempre, è il risultato di una elaborazione degli alimenti (sughi, soffritti, impanature, ecc.) ma di quegli alimenti che rappresentano la base per preparare i nostri piatti o di quella parte degli alimenti che normalmente rappresentano uno scarto della nostra cucina.

Ad esempio le teste dei pesci.
Quando acquistiamo un pesce normalmente ci portiamo a casa anche la sua testa (la testa del pesce è parte integrante del peso totale del pesce e quindi la paghiamo).
Cosa ne facciamo? La dobbiamo dare cotta o cruda?

E magari dallo stesso pescivendolo che abbiamo comprato il nostro pesce vediamo che nel retro bottega ha appena “sfilettato” alcuni pesci e ha messo da parte delle teste che poi butterà via. Perché non domandargliele?

E magari proprio nel giorno in cui decido di chiedergli degli avanzi di pesce la quantità di teste che mi dà sono veramente tante…che fare? Posso congelarle? Essiccarle ed usarle come snack? Come si preparano degli snack naturali e appetibili che possano sostituire le crocchette?

Un pasto a base di teste di pesce riciclate è sufficiente come quantità e come qualità?

Il riciclo dei nostri cibi e le materie prime che possiamo trovare all’interno della nostra rete di fornitori abituali (macellerie, fruttivendoli, pescherie) può diventare una importantissima risorsa, per molti motivi.

Il primo motivo è che il pasto condiviso diventa un momento importante di presa di coscienza riguardo alla qualità del cibo che mangiamo e che offriamo ai nostri animali. Se decidiamo di alimentare i nostri animali con le crocchette o con le scatolette dobbiamo fidarci di produttori che non conosceremo mai, perché nella maggior parte dei casi sono rappresentati dalle grandi multinazionali del PET FOOD come NESTLE'- Alpo, Fancy Feast, Friskies, Might Dog, HEINZ -9 Lives, Amore, Gravy Train, Kibbles n Bits , Vets, COLGATE-PALMOLIVE ,HILL'S Sience Diet Pet Food, POCTER &GAMBLE, Eukanuba, e Iams e MARS- Kal Kan, Mealtime, Pedigree e Sheba.

Il macellaio, il fruttivendolo e il pescatore locali, quelli che ci forniscono le materie prime per noi e per i nostri animali, invece li possiamo scegliere. Possiamo parlare con loro, possiamo avere informazioni riguardo a questo o quel prodotto e possiamo creare una rete “umana” fatta anche di occasioni di riciclo.

Il bioregionalismo, l’incentivare cioè le filiere corte biologiche, è un atto che contribuisce a mantenere l’armonia, la salubrità e la bellezza all’interno del territorio nel quale viviamo; dell’ambiente nel quale viviamo noi insieme ai nostri animali.

Il secondo motivo per il quale conviene imparare a riciclare il cibo è quello ridurre lo spreco.
Noi viviamo in una cultura che fa dell’abbondanza un suo punto forte.
Il consumismo esasperato conduce ad un surplus di beni che difficilmente trova sbocchi nel riuso o nel riciclo.
Una quantità enorme di risorse alimentari ogni giorno finiscono nella spazzatura rendendo le produzioni agro-zootecniche ancora più aggressive, invasive ed impattanti sul pianeta.

Ridurre gli sprechi significa contribuire a salvaguardare le risorse del pianeta. Il semplice gesto di riciclare un avanzo alimentare rimettendolo nel circolo dell’alimentazione del nostro animale ha un’influenza enorme sul tutto il pianeta.

Ultimo, e non ultimo, motivo…perché non risparmiare anche un po' riciclando quello che normalmente si butta via?

 

Revisione editoriale a cura della Dott.ssa Cinzia Ciarmatori Medico Veterinario