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Articolo scritto dal Dott. Simone Erriquez, medico veterinario

Avanza il progetto Rete di Reti. “È un ecosistema di reti e soggetti diffusi sul territorio italiano che già si occupano di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Perché una rete di reti? Di fronte alla complessità e all'urgenza dell'attuale crisi sistemica l’esperienza di ciascuno degli aderenti rappresenta una forma di resistenza ed azione creativa, che tuttavia copre solo una piccola porzione del reale. Per questo è necessario un confronto sempre più ampio tra di essi e un appello all'intelligenza collettiva”. Così cita parte del manifesto ultimato nell’incontro di febbraio 2019, “ci rivolgiamo a tutte le reti e i soggetti attivi nel mondo del cambiamento per svolgere un ruolo di coordinamento e supporto, fare da ponte tra realtà territoriali e internazionali e far lievitare le utopie concrete. Vogliamo creare un laboratorio aperto di pensiero e sperimentazione, capace di rafforzare l’azione di ciascuna rete intorno a una comune voglia di cambiamento”. Partito nel luglio 2017 il progetto Rete di Reti (RdR) si pone l’intento di espandere le radici in terreni che possano accogliere il bisogno di agire per la crescita di una “società più equa, serena, autonoma e sostenibile”, fornendo una possibile alternativa alla carenza di valori che caratterizza questo periodo storico.

Reti

Articolo di Maura Gazzotti, educatore cinofilo in collaborazione con Pietro Venezia, medico veterinario

Vedere il proprio cane invecchiare è una esperienza toccante, con emozioni contrastanti, una grande tenerezza , accudimento, cura, ma anche il senso della fine che inesorabilmente si avvicina ed è tangibile dal rallentamento…

Cambiano i ritmi, le modalità, i bisogni e ci troviamo inevitabilmente a dover modificare la nostra vita, a rallentare, a privarci di abitudini consolidate, in cui il nostro amico con la coda, era attore protagonista insieme a noi. Per contro, aumenta l'accudimento, il prendersi cura e questo spesso annulla il peso dei sacrifici necessari.

Un animale anziano diventa una esperienza molto diversa rispetto a quella che abbiamo vissuto fino a questo momento e noi, in qualche modo, anche se non siamo pronti e non avevamo fatto i conti con questi cambiamenti, dobbiamo adeguarci a questa nuova velocità.

È un impegno, il nostro vecchietto, ha bisogno di più attenzioni, cerca più supporto dalla famiglia; come tutti gli anziani, torna un po' bambino.

I cani sono maestri nell'essere collaborativi, anche da anziani, mettono tutte le energie possibili per fare cose con noi ma è nostro dovere calibrarci alle nuove esigenze: un cane anziano dorme molto di più, con tutta probabilità ha qualche dolore articolare, calo della vista e dell'udito ma non per questo va “pensionato”.

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L’asino: compagno di avventure accogliente e affidabile

Erano giornate di preparazione in tutti i sensi. L’aria era carica di emozione, la primavera era pronta a esplodere nelle sue fioriture e le foglie premevano nelle gemme per vedere il sole; anche Lucio, 13 anni, si stava preparando all’evento e non faceva che chiedere alla madre quando sarebbe arrivato il momento di raggiungere Miria.

asini e bambini

Articolo scritto dalla Dott.ssa Margherita Carretti, Etologa e Naturalista a cura del Dott Pietro Venezia medico veterinario

Nella nostra vita quotidiana tendiamo spesso a riempire ogni momento vuoto che viviamo, abbiamo necessità di sentirci sempre in movimento, sempre impegnati, ogni momento di stasi sembra tempo perso, buttato.

Tendiamo a fare questo anche con gli oggetti accumulandoli nelle nostre case, una mensola vuota ci infastidisce, abbiamo necessità di riempire quello spazio spesso con cose insignificanti l’importante è riempire, così da non entrare in contatto con il vuoto che vediamo.potere curativo

Articolo di Stefano Cattinelli, medico veterinario esperto in omeopatia e Federica Roano, consulente di fiori di Bach per persone e animali.

Qualche giorno fa il National Geographic ha pubblicato un interessante articolo sulle somiglianze caratteriali tra i proprietari ed i propri cani. Nell’articoli si racconta di uno studio condotto da William J. Chopik, psicologo sociale della Michigan State University in cui si evidenzia che il carattere dei proprietari è molto simile a quello dei cani con cui condividono la vita.

“Cani e padroni condividono tratti di personalità. Esiste il doppio delle possibilità che una persona disponibile abbia un cane estremamente attivo ed eccitabile, e meno aggressivo, rispetto ad una persona meno disponibile. (…), "al contrario invece, se qualcuno è freddo anche il suo cane è freddo", racconta il ricercatore.L'animale e l'uomo