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Articolo scritto dal Dott. Stefano Cattinelli medico veterinario

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.
Seneca

Le forze spirituali che si liberano nel momento della morte dell’animale che vive con noi sono molto potenti e sempre foriere di guarigione.

Essendo considerato un membro della famiglia, l’animale è sempre parte integrante del complesso sistema famigliare.

Un cane o un gatto che vive all’interno di una famiglia nella quale possono essere presenti o meno dei figli; un gatto o un cane che viene condiviso con i genitori perché spesso la vita è ricca di impegni e di fatto i genitori rappresentano un salvagente ed un appoggio nella gestione pratica dell’animale. Un cane che prima viveva con un figlio e poi, quando il figlio esce di casa per farsi una nuova vita o per studiare, l’animale rimane con uno o con entrambi i genitori. Come può capitare che la condivisione possa avvenire anche con i nonni o con il partner dal quale è avvenuta una recente separazione.Accompagnamento empatico

Un articolo a cura di Alberto dal Negro, operatore di interventi assistiti con gli animali e Elisa Bazzi, medico veterinario

“Quando ci sentiamo toccati emotivamente dal comportamento di un animale, ciò è sicuro indicatore del fatto che abbiamo scoperto intuitivamente una somiglianza tra comportamento animale e umano” scriveva Konrad Lorenz, premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1973 e padre della moderna etologia.
Ed è questo il motivo per cui anni fa abbiamo avviato a Bolzano un progetto sperimentale di prevenzione del bullismo a scuola, nell’intento di far riflettere alcune classi di ragazzi sulle dinamiche fra cani, di un ‘branco’ domestico, riportandolo quindi sulle dinamiche fra giovani, illustrandone modalità, motivazioni e conseguenze. Senza grossi ragionamenti, ma semplicemente ‘osservando’ quanto succede e aiutandoli nell’elaborazione dei loro pensieri. Soprattutto facendo fare loro esperienza diretta del contato con alcuni splendidi cani. C’erano due golden retriever, una labrador, una border collie, tre pastori australiani.AAA041 19febbraio01 Alberto dal Negro

Articolo scritto da Dora Scialfa medico veterinario

Quando qualcuno ci dichiara che la relazione, ad esempio, con il partner di lavoro o il consorte è “come tra cani e gatti”, capiamo immediatamente che tra i due “non corre buon sangue”, per usare un altro modo di dire.

Ma “qui casca l’asino”, altra espressione comunemente usata! Perché chi conosce gli animali sa che l’archetipo della relazione cane e gatto ha delle sue realtà etologiche, ma tra i due possono nascere amicizie e sodalizi speciali, soprattutto quando i proprietari scelgono di convivere con entrambi, sotto lo stesso tetto.

I modi di dire e i luoghi comuni possono portare elementi di saggezza, ma anche rischiano di cristallizzare realtà che andrebbero rinnovate oppure osservate da altri punti di vista.tra cane e gatto

Articolo scritto da Roberta Ricci medico veterinario

Ci credete che ciascuno ha la possibilità di cambiare, fino all’ultimo giorno della propria vita? Io ci credo profondamente.

Eppure, messi di fronte ai nostri limiti e difetti spesso ci autolimitiamo pensando: “sono fatto così”, “ è la mia natura”. Lo stesso trattamento riserviamo a chi ci circonda, compresi i nostri animali ad esempio.

Consideriamo il comportamento, e ancor peggio trattiamo i soggetti che lo agiscono, come si potrebbe occuparsi di un articolo da drogheria, da inscatolare o riporre in cassetti precisi e separati. Non parlo tanto del giudizio in cui cadiamo frettolosamente, quanto di quella tendenza dirompente nel mondo attuale a dividere, settorializzare ed etichettare quel che ci si presenta. Tutto cosi appare magicamente definito, preciso. E, dulcis in fundo, difficilmente mutabile. Le ragioni di questo atteggiamento sono molteplici, che confluiscono tutte nello sfrenato bisogno di sentirci più sicuri di fronte alla complessità della vita.reberta ricci

Articolo da Margherita Carretti, Etologa e Naturalista insieme al Dott.Stefano Cattinelli medico veterinario

Sapete quando sentite dentro una grande emozione e insieme a lei sale anche un nodo in gola, ma questo non l’aiuta ad uscire, anzi l’imprigiona e li cresce, cresce, cresce, invece che tramutarsi in parole si trasforma in commozione e l’unica cosa che vorreste fare e lasciarvi andare in un pianto liberatorio. Ecco cosa accade ogni volta che ripenso o provo a raccontare il mio percorso di vita con Talea, sorella con coda e zoccoli, che cammina al mio fianco da ormai 14 anni.

Ma partiamo dal principio, io e Talea ci siamo incontrate nel 2004, lei una giovane puledra di 3 anni da poco arrivata in Italia, piccola, spettinata e con il fuoco negli occhi. Io appena adolescente in piena crisi esistenziale, con un'unica passione: il mondo animale. Il nostro è stato un vero e proprio colpo di fulmine, come due anime che non aspettavano altro. Da lì è iniziato il nostro cammino di vita insieme.Mia sorella ha la coda